23 marzo 2016 / 14:14 / 2 anni fa

INTERVISTA - Poste, Caio: ipotizzabile che Tesoro riduca quota

LONDRA, 23 marzo (Reuters) - Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, si aspetta che il Tesoro continui a ridurre la sua partecipazione nel gruppo fino a circa il 30% e dice che sarebbe pronto ad affrontare la cessione di una ulteriore tranche anche già quest‘anno.

L'AD di Poste Italiane Francesco Caio. REUTERS/Alessandro Garofalo

Il Tesoro detiene il 65% di Poste dopo aver ceduto il 35% tramite Ipo lo scorso ottobre e incassato 3 miliardi di euro.

“Siamo nel novero delle grandi aziende con azionista Tesoro che sono diventate pubbliche. È ipotizzabile che negli anni a venire il Tesoro passi al livello di ownership che ha negli altri grandi gruppi”, ha detto Caio in un‘intervista a Reuters.

“Ci vogliono dei passaggi legislativi”, ha aggiunto riferendosi al fatto che il governo deve definire i contorni di ogni operazione di privatizzazione in un decreto della presidenza del Consiglio.

Il governo detiene il 30% circa di Eni e Finmeccanica e il 23% di Enel.

Roma si è impegnata con la Commissione europea a ridurre da quest‘anno il rapporto tra debito e Pil che è il più alto della zona euro dopo quello greco. Con il rinvio della privatizzazione di Ferrovie dello Stato il governo potrebbe cedere un‘ulteriore tranche di azioni di Poste.

“Noi siamo pronti... pronti per definizione a un‘altra cessione, ma la decisione spetta al Tesoro”, ha detto Caio.

L‘85% delle entrate di Poste viene dai servizi finanziari e assicurativi e solo il 15% dall‘attivita’ postale.

Le azioni di Poste hanno chiuso oggi in rialzo del 3,36% a 6,77 euro, poco sopra il prezzo del collocamento a 6,75 euro. Il mese scorso avevano toccato un minimo di 4,98 euro appesantite da indiscrezioni di stampa secondo le quali Poste potrebbe soccorrere banche in crisi finanziaria.

“Smentisco qualsiasi coinvolgimento di Poste per un eventuale salvataggio del Monte dei Paschi. Non è ipotizzabile un ingresso di Poste Italiane nel settore del credito, non sarebbe coerente con il percorso che abbiamo tracciato in sede di Ipo”, ha detto Caio.

Il gruppo, che prevede di investire 3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, valuta invece acquisizioni che rafforzino i servizi consegna pacchi.

“A noi piacerebbe crescere nell‘e-commerce sia nel settore buiness-to-business, sia in quello business-to-consumer. Vediamo poi che aziende potrebbero essere nostro target”.

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