22 marzo 2016 / 18:33 / tra 2 anni

Alfano: sicurezza rafforzata dopo Bruxelles, monitorate periferie

ROMA (Reuters) - Sicurezza rafforzata su tutto il territorio italiano dopo gli attentati di stamani a Bruxelles, anche se l‘allerta resta a livello 2.

I colori della bandiera belga proiettati sulla Fontana di Trevi, tributo alle vittime degli attentati di Bruxelles. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo ha detto nel pomeriggio il ministro dell‘Interno Angelino Alfano, spiegando che firmerà a breve nuovi decreti di espulsione per motivi di sicurezza nazionale e che un‘attenzione particolare verrà dedicata alle periferie per contrastare il rischio di radicalizzazione.

“Ho deciso il mantenimento del livello di allerta 2 del Paese, quello immediatamente precedente ad ‘attacco in corso’”, ha detto Alfano in conferenza stampa, dopo la riunione del Comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica che il premier Matteo Renzi ha presieduto.

“All‘interno del secondo livello di allerta, ho disposto il potenziamento ulteriore di tutti i dispositivi di sicurezza sull‘intero territorio nazionale, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi sensibili”, ha aggiunto il titolare del Viminale.

Alla domanda se le autorità stiano valutando la possibilità di introdurre scanner già all‘ingresso degli aeroporti, Alfano ha risposto che sono allo studio “tutte le modalità di sicurezza, non ci sono comunque decisioni in proposito”.

Gli attentati all‘aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, rivendicati dall‘Is, hanno provocato la morte di almeno 30 persone. Tra i feriti ci sono anche alcuni italiani.

“Le strutture di intelligence e le forze di polizia sono al lavoro 24 ore su 24... ma nessun paese è a rischio zero”, ha continuato il ministro, che ha poi ribadito la necessità - già evidenziata oggi da Renzi - di una maggiore collaborazione sul fronte della sicurezza tra i diversi Paesi Ue “fino ad arrivare a un sistema di controlli integrato”.

NUOVI DECRETI ESPULSIONE, ATTENZIONE A WEB

“Nelle prossime ore firmerò altri decreti di espulsione” per motivi di sicurezza nazionale, ha detto Alfano, che si è poi soffermato sui rischi rappresentati dalle periferie, “alcune in particolare”.

Il ministro ha infatti chiesto ai prefetti “di monitorare ogni singolo elemento di rischio nelle periferie italiane, dove può nascere la radicalizzazione frutto di una certa marginalità”.

Altro capitolo il monitoraggio del web: “Siamo del tutto consapevoli di quello che circola in Rete, e la nostra linea rimane la stessa, non sottovalutare niente, neppure un elemento apparentemente irrilevante”.

Per questo le autorità rinnoveranno ai giganti del web la richiesta di collaborare, “perché loro, nel massimo rispetto della privacy, possono dare una mano”.

(Antonella Cinelli)

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