18 marzo 2016 / 12:14 / tra 2 anni

Migranti, scontro tra Turchia e Ue su accordo

BRUXELLES (Reuters) - Il presidente turco Tayyip Erdogan ha accusato oggi l‘Unione Europea di ipocrisia sulla questione dei migranti, dei diritti umani e del terrorismo proprio mentre il suo primo ministro è impegnato a negoziare un accordo a Bruxelles per bloccare il flusso di migranti e rifugiati verso l‘Europa.

Migranti al confine fra Grecia e Macedonia. REUTERS/Alkis Konstantinidis

In reazione alle richieste da parte Ue alla Turchia di modificare la legislazione per garantire maggiore protezione ai migranti, e alle critiche sul giro di vite contro la libertà di stampa e l‘opposizione interna, Erdogan ha detto che l‘Europa sta “ballando in un campo minato” sostenendo direttamente o indirettamente gruppi terroristici.

“In un momento in cui la Turchia ospita tre milioni (di persone), quelli che non riescono a trovare spazio per un pugno di rifugiati, quelli che al centro dell‘Europa fanno restare questi innocenti in condizioni vergognose, dovrebbero prima guardare in casa loro”, ha detto Erdogan in un discorso trasmesso dalla tv.

Il tono combattivo del presidnete contrasta però con l‘ottimismo del premier Ahmet Davutoglu, giunto a Bruxelles per colloqui con le autorità Ue su un pacchetto politico e finanzario su cui i leader Ue hanno trovato ieri l‘accordo, in cambio dell‘impegno della Turchia a riprendere i migranti illegali che arrivano in Europa dal proprio territorio.

La Ue non ha però accettato tutte le richieste della Turchia, che voleva il raddoppio dei fondi stanziati (da 3 a 6 miliardi di euro), la rapida abolizione del visto per i viaggiatori turchi diretti in Europa e l‘accelerazione dei negoziati per l‘ingresso di Ankara nell‘Unione.

I leader europei vogliono che la Turchia recipisca gli standard internazionali sulla protezione dei migranti che non vengono dalla Siria, condizione che serve alla Grecia per rimpatriare i richiedenti asilo.

Dopo che Davutoglu ha avuto un incontro di due ore e mezzo col premier olandese Mark Rutte, presidente di turno della Ue, e i dirigenti della Ue, i negoziati sono stati sospesi per consentire di lavorare sui dettagli tecnici.

“Naturalmente la Ue e la Turchia hanno lo stesso obiettivo di aiutare i rifugiati siriani... sono sicuro... che raggiungeremo questo obiettivo”, ha detto il premier turco ai giornalisti prima dei colloqui.

Oggi a pranzo è previsto l‘incontro tra Davutoglu e i 28 leader Ue per sancire l‘accordo, ma alcuni funzionari hanno avvertito che l‘incontro potrebbe slittare.

ACCORDO NON GARANTITO

Ieri, sia la cancelliera tedesca Angela Merkel che il presidente francese François Hollande hanno espresso cautela sulla possibilità di un‘intesa.

Da parte turca, intanto, si fanno pressioni perché la Ue apra a nuove aree di negoziato sull‘adesione all‘Unione, nonostante il veto minacciato da Cipro.

Tra gli Stati membri ieri, e anche nelle istituzioni Ue, sono emersi diversi dubbi sulla possibilità di un accordo che rispetti il diritto internazionale.

I leader europei hanno dato mandato ai negoziatori di concludere un accordo secondo cui la Turchia riprenderebbe tutti i migranti che raggiungono le isole greche dalle proprie coste. In cambio la Ue ospiterebbe direttamente migliaia di rifugiati siriani provenienti dalla Turchia.

Il problema resta ottenere che il piano possa garantire ai migranti che tornano in Turchia adeguata protezione. Il Paese è al centro di critiche crescenti da parte delle associazioni per i diritti umani, tra la repressione dei separatisti curdi, l‘arresto di giornalisti critici verso il governo e il sequestro di alcuni quotidiani.

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