11 marzo 2016 / 14:14 / 2 anni fa

ECONOMICA - Draghi tende la mano alle banche italiane più deboli

MILANO (Reuters) - Per il sistema bancario italiano le nuove misure di stimolo di Mario Draghi significano 270 miliardi di euro da poter ricevere gratuitamente e in prospettiva anche venendo remunerati, e, se l‘economia accelera, minori sofferenze.

Il presidente della Bce Mario Draghi gesticola durante la conferenza stampa. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Per le aziende creditizie in maggiori difficolta’, come Monte dei Paschi e Carige, la ricetta Bce continuerà a lenire le ferite procurate dalla disaffezione degli investitori e dei correntisti.

Uno dei nuovi strumenti della scatola Bce consiste nella possibilità di ricevere liquidità a lungo termine a partire dal prossimo giugno e con scadenza trimestrale sino al marzo 2017 a tasso zero e, in divenire, anche negativo.

In base alle regole fissate ieri da Francoforte, per il sistema italiano vengono messi sul piatto circa 270 miliardi, ossia il 30% dei prestiti a imprese e famiglie in essere lo scorso 31 gennaio (circa 320 miliardi su 1.060 totali) al netto dei 50 miliardi ottenuti dalle banche nelle due operazioni a lunghissimo termine di Francoforte del 2014.

Le banche italiane si presentano davanti a queste nuove opportunità con una situazione rassicurante a livello di sistema sul lato dei depositi.

Vi sono però anche istituti di credito, tra cui Carige e Mps, le cui condizioni, secondo fonti, hanno spinto la Bce a monitorare i livelli di liquidità su base giornaliera [nL5N16F4AW].

Risultate tra le più deboli per livello patrimoniale nell‘analisi effettuata dalla Bce sulla salute delle principali banche europee nel 2014, i due istituti di credito sono percepiti ancora fragili dal mercato e hanno patito più di altri la Caporetto delle Borse di inizio anno.

L‘ingente perdita dei corsi azionari e la paura che le obbligazioni dei due istituti possano perdere valore in caso di un salvataggio, come avvenuto per le quattro banche andate in risoluzione lo scorso anno, hanno reso più difficoltosa la raccolta per Siena e Genova.

Per entrambi, adesso, l‘opzione offerta da Draghi costituisce una forte soluzione alle difficoltà di raccogliere liquidità ed emettere nuove obbligazioni, a patto di avere sufficiente collaterale.

In altre parole si fa più remota la possibilità che, come all‘apice della crisi del debito del 2011, nelle tesorerie bancarie si riaffaccino le liste di esclusione con i nomi degli istituti a cui non prestare fondi sul mercato interbancario.

A parte casi specifici, tuttavia, gennaio ha mostrato un nuovo aumento dei depositi delle banche italiane arrivati oltre quota 1.300 miliardi, un livello pari a oltre il 60% del debito pubblico. I risparmiatori in fuga dalle obbligazioni bancarie, infatti, le vendono o le lasciano scadere, spostando il controvalore sul conto corrente sempre di una banca italiana.

Il livello è oltretutto contenuto dalla strategia delle banche più solide, su cui si riversano anche flussi di depositi in fuga da quelle più in difficoltà. Questi istituti spingono i correntisti a spostare queste risorse nelle loro società di asset management: meglio incassare commissioni di gestione e di performance relative ai fondi che pagare il tasso negativo per la liquidità in eccesso applicato dalla Bce.

SOFFERENZE

Tra i motivi di debolezza del sistema creditizio italiano in generale sono le sofferenze bancarie che potranno pesare meno sui bilanci degli istituti di credito solo in presenza di una consistente ripresa dell‘economia nazionale.

Sempre a gennaio le sofferenze lorde italiane hanno continuato a crescere e nelle attese accadrà anche nei prossimi mesi. Molto probabilmente le banche dovranno quindi procedere a nuove rettifiche di bilancio.

In Italia e in Europa le stime di crescita sono state ridotte e a minor crescita corrisponde minore probabilità di ritorno tra i crediti in bonis degli incagli, più possibilità che l‘aumento delle sofferenze si intensifichi.

Più in generale senza crescita e in deflazione è più difficile fare i banchieri.

Il pacchetto di misure eccezionali annunciato da Draghi, in fondo, ha anche l‘intento di facilitare loro il compito.

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