10 marzo 2016 / 18:14 / tra 2 anni

Bce stupisce ancora: tassi a zero e 'qe' potenziato ma c'è limite a tagli

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi inquadrato dalla fotocamera di un giornalista durante la conferenza stampa a Francoforte. REUTERS/Kai Pfaffenbach

MILANO (Reuters) - Intervenire prendendo in contropiede i mercati per eccesso di cautela o di coraggio, fare di meno o fare di più. Gli addetti ai lavori usano il verbo ‘deliver’, in inglese ‘consegnare’ ma anche ‘partorire, far nascere’. In gergo, per la mossa dell‘odierno consiglio Bce si farebbe senza dubbio ricorso al verbo ‘over-deliver’.

La Banca centrale europea ha portato a zero il costo del denaro e ulteriormente abbassato il tasso su depositi e prestiti overnight, portandoli a rispettivi -0,4% e 0,25%.

Se già questa prima mossa non era incorporata nei tassi impliciti, con un taglio rispetto al precedente 0,05% sul rifinanziamento principale escluso sia dagli operatori sia dagli analisti, Francoforte non si è fermata qui.

Aumenta da 60 a 80 miliardi di euro l‘importo degli acquisti mensili nella cornice del programma di acquisti ‘quantitative easing’ e viene innalzato il limite sulle singole emissioni e sui singoli emittenti.

In arrivo anche, da giugno, una nuova serie di quattro ‘targeted long term financing operation’ a durata quattro anni, che potranno venire assegnate a un tasso negativo fino al nuovo riferimento sui depositi.

Tradotto: le banche della zona euro disposte a finanziare l‘economia reale saranno pagate da Francoforte per prendere a prestito fondi da girare ai privati.

Ma il cosiddetto coniglio estratto dal cilindro è un altro: a partire dalla fine del secondo trimestre gli acquisti ‘qe’ sul secondario verranno ampliati alle emissioni corporate, a patto abbiano un rating ‘investment grade’.

Si tratta di uno degli strumenti più comuni nei programmi di espansione monetaria, di norma accompagnato da una più massiccia sottoscrizione di titoli di Stato. Lo praticano da anni Banca del Giappone e Banca d‘inghilterra, che sottoscrive però carta ‘high quality’. Federal Reserve, che ha condotto tre programmi ‘qe’, si ‘limitava’ invece ad acquistare titoli garantiti da mutui immobiliari prima della crisi dei ‘subprime’.

Resta tutto da vedere quali saranno le conseguenze sulla zona euro.

In un primo momento entusiasti delle parole di Draghi, evidentemente in preda alla confusione i mercati hanno rapidamente innestato la retromarcia.

Se il medico aumenta la dose del farmaco significa comunque che la patologia del malato si è aggravata.

Le nuove misure ‘convenzionali’ e ‘non convenzionali’ rispondono infatti a un quadro di vistoso deterioramento, sia in termini di crescita sia soprattutto in termini di inflazione, come illustrato dalle nuove stime trimestrali dello staff.

Dulcis in fundo l‘avvertimento di Draghi: se i provvedimenti odierni hanno ricevuto dal consiglio un via libera a “schiacciante maggioranza”, c‘è un limite al di sotto del quale l‘istituto centrale non può abbassare i tassi.

Finora, garantisce il presidente, l‘esperienza di tassi negativi è stata “molto positiva”.

“Questo equivale a dire che qualsiasi tasso negativo avrà un effetto positivo? Significa che si possano tenere i tassi in territorio negativo tanto a lungo quanto ci piace senza alcuna conseguenza negativa sul sistema bancario? La risposta è no” avverte.

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