4 marzo 2016 / 10:39 / 2 anni fa

ECONOMICA - Italia porta a incasso dati 2015, ora affronta anno complesso

MILANO (Reuters) - Da un lato un bilancio 2015 di economia e finanza pubblica sopra le attese con una crescita non lontana dall‘1% e un rapporto debito/pil in sostanziale stabilizzazione. Rafforzato dai successi in tema di entrate: la pressione fiscale dopo molti anni è effettivamente scesa e, nonostante la decimazione della dirigenza dell‘Agenzia delle entrate, è stata accompagnata da una ripresa del recupero dell‘evasione.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Alessandro Bianchi

Dall‘altro un inizio del nuovo anno in salita con la situazione del sistema creditizio ancora bloccata e i titoli bancari sotto pressione a Piazza Affari. E, dal lato degli indicatori, il clima di fiducia in retromarcia, la produzione industriale che perde colpi e il livello dei prezzi tornato nel 2016 sotto zero.

Il governo Renzi, archiviati i successi colti negli scorsi dodici mesi, si deve confrontare poi con un quadro esogeno caratterizzato dal rallentamento del commercio internazionale.

Mentre su quello interno pesano le condizioni del sistema creditizio che sta faticosamente tentando di uscire da anni difficili. I tassi di interesse vicini a zero, destinati a rimanere a questi livelli anche nei prossimi mesi, determinano attese di un calo della redditività delle banche che non favoriscono un esito positivo del tentativo. Pesano poi i quasi 90 miliardi di sofferenze nette che, secondo gli analisti, lo schema di garanzia pubblica concesso dalla Commissione europea non sembra in grado di far scendere in misura rilevante.

Ulteriori problemi del settore del credito metterebbero però a rischio la ripresa dei prestiti all‘economia reale prevista dall‘ultima indagine della Banca d‘Italia a partire da questi primi mesi del 2016. Gli ultimi dati macroeconomici mostrano una tenua ripresa degli investimenti che ha però bisogno del sostegno bancario per consolidarsi. Il governo è giunto in soccorso mettendo a disposizione un ammortamento del 140% per chi investe. Un provvedimento necessario perchè l‘industra italiana, dopo la crisi pronfonda degli ultimi anni, più che di un problema di domanda sembra soffrirne uno di offerta dovuto alle molte chiusure di impianti degli anni scorsi.

CONSUMI, VOCE CORE

La crisi di alcuni paesi emergenti condiziona il trend delle esportazioni, tradizionale punto di forza dell‘economia italiana, che già escono dal 2015 con una crescita inferiore a quella delle importazioni.

Lo scorso anno la crescita economica è stata sostenuta dall‘aumento delle scorte e dai consumi. Le prime, scese ai minimi in precedenza, sono state ricostituite dall‘industria, mentre i secondi hanno beneficiato, soprattutto nell‘ultima parte del 2015, di un crescente clima di fiducia. Il dato Istat di fine febbraio, dopo settimane di tensione sui mercati, evidenzia un calo della fiducia dei consumatori ai livelli di settembre.

Il passaggio per l‘Italia, se si riducesse l‘apporto della domanda interna, potrebbe rivelarsi stretto. Renzi, di fronte al mutato quadro, ha provveduto a una prima riduzione della stima di crescita e insiste con forza presso la Commissione europea per l‘approvazione di una politica economica espansiva.

In Redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129654, Reuters messaging: luca.trogni.thomsonreuters.com@reuters.netSul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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