2 marzo 2016 / 15:47 / tra 2 anni

M5s blocca lavori Camera su decreto mutui: "La casa non si tocca"

ROMA (Reuters) - Al grido “la casa non si tocca”, il Movimento cinque stelle oggi ha prima bloccato i lavori della commissione Finanze e poi il question time alla Camera.

Un'immagine della Camera dei Deputati. REUTERS/Giampiero Sposito

Il motivo della protesta è il decreto legislativo che permette alle banche di appropriarsi dell‘immobile dato in garanzia, se il debitore è in ritardo nel pagamento di almeno sette rate del mutuo.

“Questa norma oggi non si vota”, ha detto Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e componente del direttorio M5s.

L‘Abi, l‘associazione bancaria italiana, dice che il decreto si applica solo ai nuovi mutui, non è pertanto retroattivo né riguarda la gestione degli oltre 350 miliardi di crediti deteriorati accumulati dalle banche italiane.

“Non è una richiesta dell‘Abi, non riguarda fatti passati ma solo possibilità per il futuro, lasciate alla libera contrattazione tra famiglie e singoli istituti”, ha detto il presidente dell‘Abi Antonio Patuelli a margine di un convegno alla Luiss.

Enrico Zanetti, vice ministro dell‘Economia e segretario del partito di maggioranza Scelta civica, dichiara di essere aperto a correzioni pur criticando quella che definisce “la gazzarra” dei cinque stelle.

“La norma è sicuramente migliorabile e la Commissione è appunto il luogo per discuterne tra maggioranza e opposizione, ma gli scenari che stanno disegnando e il cinema che hanno fatto non hanno nulla a che vedere con il testo in discussione e con la politica che serve al Paese”, scrive in una nota Zanetti.

Il cuore del problema è il nuovo articolo “120-quinquesdecies” del Testo unico bancario, che disciplina i casi di “inadempimento del consumatore” e le conseguenti procedure esecutive.

Il comma 3 stabilisce che le parti possano prevedere espressamente, al momento di concludere il contratto, il trasferimento dell‘immobile alla banca in caso di inadempimento.

L‘accordo è qualificabile come un ‘patto marciano’ e, secondo il dossier del Servizio studi di Camera e Senato, appare compatibile con la Costituzione e con il codice civile.

Il decreto stabilisce infatti che la banca è tenuta a versare al debitore la differenza tra il valore stimato del bene e il credito inadempiuto.

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e accusano il governo di aver fatto un regalo alle banche per “agevolare la vendita forzosa di immobili”, secondo quanto si legge in una nota di Adusbef e Federconsumatori.

Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura della Repubblica di Roma.

Tra il 2008 ed il 2013 pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 108,1%, arrivando a superare quota 47.000, dice l‘Adusbef stimando per il 2014 una crescita ulteriore dell‘11,6%.

(Giuseppe Fonte)

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