1 marzo 2016 / 16:47 / 2 anni fa

Banche Italia, schema di garanzia pubblica potrebbe avviare mercato sofferenze con deal per 10-20 miliardi

MILANO (Reuters) - Non sarà una panacea per il fardello delle sofferenze delle banche italiane. Tuttavia lo schema di garanzia pubblica (Gacs) annunciato lo scorso mese potrebbe sbloccare il mercato dei non-performing loan, portando le banche più grandi a cedere alcuni dei loro portafogli anche per rispondere alle sollecitazioni delle autorità.

Secondo alcuni esperti le banche italiane potrebbero vendere tra 10 e 20 miliardi di sofferenze nei prossimi 18 mesi utilizzando la garanzia per le cartolarizzazioni di questi crediti, intaccando solo in parte la montagna di 200 miliardi di sofferenze che gravano sul sistema.

L‘agenzia di rating Moody’s vede spazi per cessioni nell‘ordine anche di 40 miliardi sfruttando il piano messo a punto dal governo dopo lunghe trattative con la Commissione Ue.

In ogni caso qualunque operazione di cessione è destinata a rendere più liquido il mercato di questi asset e incoraggiare le transazioni.

“Lo schema non è la bacchetta magica ma incoraggerà le banche a liberarsi delle sofferenze alzando il prezzo a cui possono essere vendute”, dice Andrea Mignanelli, CEO di Cerved Credit Management, società del gruppo Cerved specializzata nella gestione dei crediti problematici.

La finalità del piano è quella di riuscire a superare la ritrosia delle banche nel fare dolorose svalutazioni nei bilanci conseguenti alla differenza tra il valore dei prestiti in bilancio e il prezzo di mercato. Riducendo il rischio per gli acquirenti la garanzia statale punta a ridurre questo scarto.

Mignanelli stima cessioni di sofferenze per 10 miliardi quest‘anno, mentre Fabio Balbinot, AD di Italfondiario, sostiene che le vendite potrebbero raggiungere i 20 miliardi nell‘arco dei 18 mesi previsti dallo schema dei cosiddetti Gacs.

Secondo una fonte di mercato attiva nel settore delle sofferenze quest‘anno potrebbero andare in porto dieci operazioni su portafogli del valore di 2 miliardi ciascuno.

Tre le principali banche italiane Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e UBI Banca hanno detto che stanno valutando i possibili vantaggi dall‘utilizzo dei Gacs mentre UniCredit non pensa al momento di utilizzarli.

Lo scorso anno gli istituti italiani hanno venduto 8 miliardi di sofferenze, secondo i dati elaborati dalla società di consulenza Kpmg, in un contesto frenato dalla mancanza di un quadro chiaro in attesa della soluzione messa a punto dal governo e frutto di un compromesso con Bruxelles.

La formula trovata ha deluso le attese in quanto le stringenti regole Ue hanno fatto sì che le banche debbano pagare esclusivamente un prezzo di mercato per le garanzie, che verrebbero comunque applicate solamente alle parte più sicura dei crediti cartolarizzati, ovvero la tranche senior.

In questo senso lo schema offre un sostegno più limitato per le banche italiane rispetto a quello avuto dagli istituti in Spagna dove il governo ha creato un veicolo speciale di gestione dei crediti problematici, una ‘bad bank’ di sistema che ha rilevato oltre 80 miliardi di Npl.

Secondo lo schema italiano il ministero dell‘Economia potrà emettere garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze per 18 mesi più eventualmente altri 18. Secondo il Tesoro l‘avvio delle garanzie è previsto ad aprile e il primo deal è atteso in estate.

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