1 marzo 2016 / 10:49 / 2 anni fa

Regeni interrogato per giorni prima della morte, dice rapporto esperto forense egiziano

(Reuters) - Un responsabile forense egiziano ha detto alla Procura che dall‘autopsia condotta sul corpo di Giulio Regeni è emerso che il giovane ricercatore ucciso dopo essere scomparso il 25 gennaio è stato interrogato forse per una settimana prima della morte. Lo hanno riferito due fonti della Procura.

Una commemorazione per Giulio Regeni davanti all'ambasciata italiana al Cairo, lo scorso 6 febbraio. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany

Le scoperte rappresentano l‘indicazione più forte che Regeni sarebbe stato ucciso dai servizi di sicurezza egiziani. Le tracce riscontrate fanno pensare a certi metodi di interrogatorio, come le bruciature di sigaretta a intervalli di giorni, che per le associazioni dei diritti umani sono caratteristiche dei servizi di sicurezza.

In passato, il ministero dell‘Interno egiziano ha respinto accuse di violazioni dei diritti umani.

Le fonti dell‘accusa hanno riferito che Hisham Abdel Hamid, direttore del Dipartimento di medicina legale, ha fornito le conclusioni nel corso di una testimonianza davanti a rappresentanti della Procura, la settimana scorsa.

“Durante l‘interrogatorio Abdel Hamid ha detto che le ferite sul corpo (di Regeni) risalgono a diversi intervalli di 10-14 ore. Questo significa che chiunque sia accusato dell‘omicidio lo stava interrogando per (ottenere) informazioni”, ha detto a Reuters un investigatore della Procura.

Il principale portavoce del ministero dell‘Interno non era disponibile per un commento. Un altro portavoce, contattato da Reuters, ha detto di non sapere nulla della vicenda.

Una fonte del Dipartimento di medicina legale ha confermato che Abdel Hamid è stato interrogato. Ma lo stesso Hamid, raggiunto da Reuters per telefono, non ha voluto fare dichiarazioni.

“L‘autopsia indica un certo numero di ferite avvenute in un primo momento; ci sono poi ferite successive e altre avvenute in un terzo momento ancora”, ha detto un altro investigatore della Procura, riassumendo le conclusioni di Abdel Hamid. “Le ferite e le fratture sono avvenute in tempi diversi, a intervalli, durante un periodo di 5-7 giorni”.

Nel frattempo continuano le tensioni con l‘Italia. Le autorità italiane hanno detto che gli investigatori egiziani dovrebbero trasmettere le prove scoperte sulla morte di Regeni. L‘Egitto ha invitato gli investigatori italiani a partecipare all‘indagine, ma secondo fonti giudiziarie a Roma la collaborazione è stata limitata, perché non sono state trasmesse informazioni.

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