19 febbraio 2016 / 18:28 / 2 anni fa

Brexit, situazione critica a summit Ue, lavori prolungati

Brexit, situazione critica a summit Ue, lavori prolungati REUTERS/Yves Herman

BRUXELLES (Reuters) - I lavori del vertice europeo che deve rinegoziare i termini di adesione della Gran Bretagna all‘Unione proseguiranno anche stasera, alla ricerca di un accordo che consenta al premier britannico David Cameron di convincere gli elettori scettici a votare la permanenza di Londra nella Ue nell‘atteso referendum.

Dopo che il negoziato è andato avanti fino alle prime ore di oggi, seguito da incontri privati tra leader per cercare di avvicinare le posizioni, un alto dirigente della Ue ha detto che “la situazione è critica” e che ai capi di Stato e di governo è stato chiesto di prenotare l‘albergo anche per domani.

Successivamente un altro funzionario ha detto che ci sono “buone possibilità” che i leader raggiungano un‘intesa nel corso della cena, prevista a partire dalle 20.

Nel frattempo, Cameron ha annunciato che è saltata una riunione del governo britannico per dare il via libera al “nuovo accordo” con la Ue, preparando al tempo stesso la convocazione di un referendum sul futuro della Gran Bretagna nell‘Unione, che potrebbe tenersi il 23 giugno.

Il presidente francese François Hollande, che ha sollevato obiezioni sulla richiesta britannica di proteggere la City londinese dalle regole della zona euro, ha detto che per i leader la “serata sarà lunga”.

Il ritardo sembra dovuto alle resistenze all‘ultimo minuto da parte di alcuni paesi dell‘Europa dell‘Est sulla richiesta di Cameron di tagliare gli assegni familiari ai lavoratori Ue i cui figli restano nei paesi d‘origine, misura che altri stati (come la Danimarca) potrebbero voler imitare.

Ma c‘è anche la questione posta dalla Grecia, che ha minacciato di bloccare l‘accordo finale a meno che non le sia garantito che non verrà estromessa dall‘area Schengen come misura punitiva per la gestione dei migranti.

Secondo alcuni diplomatici Ue, però, la mossa della Grecia non è considerata davvero pericolosa. Il primo ministro belga Charles Michel ha detto che i partner europei sono pronti ad aiutare Atene sugli arrivi, ma ha avvertito: “Sarebbe un errore usare il ricatto”.

(Kylie MacLellan e Paul Taylor)

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