16 febbraio 2016 / 17:13 / tra 2 anni

Regeni, poliziotto che indaga condannato per caso legato a tortura

IL CAIRO (Reuters) - Un dirigente della polizia egiziana che sta indagando sulla morte del ricercatore italiano Giulio Regeni è stato condannato in passato nell‘ambito di un‘inchiesta sulla tortura e la morte di un detenuto, secondo fonti giudiziarie e della sicurezza e documenti di tribunale visionati da Reuters.

Fiori per Giulio Regeni fuori dall'ambasciata italiana al Cairo. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany

Il 28enne Regeni è scomparso il 25 gennaio, nel quinto aniversario della rivolta del 2011 che ha posto fine al regime trentennale del presidente Hosni Mubarak. Il suo corpo è stato ritrovato sul bordo dell‘autostrada che collega Il Cairo e Alessandria il 3 febbraio. Secondo gli anatomopatologi e i magistrati egiziani Regeni è stato torturato e ucciso con un oggetto affilato che lo ha colpito alla testa.

Khaled Shalaby, attuale capo della polizia giudiziaria a Giza e uno degli investigatori nel caso Regeni, è stato accusato nel 2000 insieme ad altre tre persone della tortura e dell‘omicidio di un detenuto in una stazione della polizia di Alessandria, secondo fonti gidiziarie e della sicurezza e alcuni documenti.

Un documento del Tribunale di Alessandria indica che Shalaby e altri tre agenti sono stati inizialmente prosciolti delle accuse relative all‘omicidio di Farid Shawqi Ahmed Abdel Aal.

Ma un nuovo processo ha portato nel 2003 alla condanna di Shalaby e dei tre per non aver protetto il detenuto e non averlo portato in ospedale, secondo la sentenza del Tribunale letta da Reuters.

Shalaby è stato condannato a un anno di lavori forzati, ma la pena è stata sospesa.

I documenti del tribunale indicano che gli agenti accusati avevano detto che nel corso dell‘arresto Abdel Aal aveva sbattuto la testa contro un palo ed era morto per le ferite.

Contattato per telefono, Shalaby ha negato le accuse: “Non ci sono incheiste contro di me e non capisco cosa ciò abbia a che fare con il caso italiano”.

Shalaby è diventato capo della polizia giudiziaria ad Alessandria nel 2009 e nel 2013 è stato trasferito a Giza.

L‘unità diretta da Shalaby partecipa alle indagini insieme ad altri organismi, guidati dalla Sicurezza Interna. Del pool fanno parte anche investigatori italiani.

Ieri il ministero dell‘Interno egiziano ha smentito che Regeni sia stato arrestato dalle forze di sicurezza.

Regeni parlava arabo e la sua ricerca di dottorato presso la britannica Cambridge University riguardava le attività sindacali in Egitto dopo la caduta di Mubarak.

(Ahmed Mohamed Hassan)

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