28 gennaio 2016 / 16:43 / tra 2 anni

Netflix in Italia possibile concorrente Mediaset e Sky non prima 2017

ROMA/MILANO (Reuters) - Il sito di video in streaming Netflix sembra avere avuto un debutto in sordina in Italia, mercato in cui è arrivato lo scorso ottobre, a causa dell‘offerta ridotta di titoli e della penetrazione ancora limitata della banda larga, ma alla fine del 2017 potrebbe diventare un concorrente significativo per Sky e Mediaset.

Il co-fondatore di Netflix Reed Hastings. REUTERS/Steve Marcus

Netflix, che a livello mondiale conta 74 milioni di abbonati in circa 190 paesi, dovrebbe aver toccato in Italia alla fine dello scorso anno 150.000 abbonati secondo le stime di Digital Tv Research e 100.000 per l‘italiana It Media Consulting.

Per fare un confronto, in Francia, dove Netflix è stato lanciato nel settembre 2014, gli abbonati sarebbero arrivati a 900.000 a fine 2015, secondo una proiezione Npa.

Il gruppo americano ha annunciato il 19 gennaio di avere guadagnato 4,04 milioni di nuovi abbonati a livello internazionale ma non ha fornito dati disaggregati per Paese ad eccezione degli Stati Uniti.

Il servizio è sbarcato in Italia con ritardo rispetto ad altri grandi paesi europei, come Gran Bretagna, Germania e Francia, forse intimidito da un mercato nazionale televisivo dominato ancora dal cosiddetto “duopolio” della Rai e di Mediaset di Silvio Berlusconi sul digitale terrestre, e da Sky per il satellitare

Gli abbonati a pagamento di Mediaset a fine settembre erano 1,815 milioni, quelli di Sky Italia circa 4,6 milioni. Entrambe le società non hanno voluto fornire dati specifici sugli abbonati ai propri servizi in streaming, Infinity e Sky Online.

Dirigenti di Netflix hanno detto ai rappresentanti del governo di Roma di non aspettarsi grossi numeri sul fronte degli abbonamenti nel breve periodo e che il loro obiettivo è soprattutto entrare e capire i gusti degli italiani, secondo una fonte presente ai colloqui.

Contattato da Reuters Joris Evers, ‎vice Presidente, responsabile delle comunicazioni per Europa, Medio Oriente e Africa, ha detto per email che il gruppo “è molto felice dei risultati raggiunti a 3 mesi dal lancio del servizio in Italia”.

MEZZO MILIONE DI ABBONATI A FINE 2016?

Augusto Preta, Ceo di It Media Consulting, osserva che in Francia e Germania a un anno dal lancio del nuovo servizio gli abbonati avevano toccato in media quota 0,7-1 milioni e prevede che a questi numeri l‘Italia possa arrivare non prima di due anni.

“Solo verso la fine del 2017 si potrà parlare di un fenomeno significativo e di sostituzione rispetto a Sky e alla pay tv di Mediaset”, dice Preta, secondo cui a pesare a favore di Netflix sarà sia il numero di abbonati che il catalogo disponibile.

Al momento però l‘offerta per il pubblico italiano non sembra particolarmente invitante.

Secondo il sito Allflicks, al 18 gennaio Netflix contava sul sito italiano quasi 1.200 titoli tra film e serie contro gli oltre 3.000 iniziali del sito francese. La gran parte dei circa 800 film presenti è uscita da anni e ha già circolato in tv.

Il servizio streaming online Infinity di Mediaset ha un catalogo dichiarato di oltre 6.000 contenuti.

Il punto di forza del sito sono le serie, molte delle più famose prodotte direttamente da Netflix. Il sito ha cercato di riprende i diritti in esclusiva delle sue produzioni già diffuse in Italia attraverso network tv prima del lancio del sito. Ma se Mediaset ha acconsentito a un accordo su “Orange Is The New Black”, Sky non ha voluto mollare “House of Cards”, probabilmente il titolo più famoso di Netflix.

Recentemente Netflix ha acquistato comunque il catalogo di Wild Bunch, un grande gruppo indipendente francese, e anche film da Rai, come “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana o “Reality” di Matteo Garrone, e ha annunciato che collaborerà con la azienda pubblica radio-tv per produrre una serie tratta dal film “Suburra”.

Secondo due fonti del settore, Netflix sta ampliando i contatti con Warner Bros, Sony Picture e Endemol per espandere la library italiana. Nessuna delle tre società ha voluto fare commenti sulle proprie relazioni con Netflix in Italia.

QUESTIONI DI BANDA

Il Ceo e fondatore di Netflix, Reed Hastings, ha detto pubblicamente che in Italia la società punta a raggiungere un terzo delle famiglie (quindi oltre 8 milioni di nuclei, secondo l‘ultimo censimento Istat) in un periodo di circa 7 anni, cioè nel 2022.

Per centrare questo target dovrà però sperare in un rapido miglioramento della diffusione e della qualità della banda larga.

Con una penetrazione del 66,2% l‘Italia, secondo l‘Istat, è tra gli ultimi sei paesi nella Ue.

Netflix consiglia una connessione da almeno 3 mbps per la qualità SD (definizione standard) e 5 mbps per l‘HD (alta definizione. Secondo un recente studio della società di ricerca Akamai, il 40% delle connessioni in Italia ha una velocità inferiore ai 4 mbps.

Inoltre, una famiglia su tre accede al web solo attraverso la banda mobile, cioè con cellulare o tablet collegati alla rete wireless. In questo modo, anche se Netflix propone una app specifica per i sistemi Apple e Android, è più costoso guardare lunghi video, che consumano maggiori quantità di banda, e anche meno piacevole che farlo sullo schermo di una tv, date le ridotte dimensioni degli smartphone.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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