27 gennaio 2016 / 16:23 / 2 anni fa

Banche, Castagna e Massiah ricevuti oggi da Padoan, occhi su m&a

ROMA/MILANO (Reuters) - Gli amministratori delegati di Bpm Giuseppe Castagna e di Ubi Banca Victor Massiah sono stati ricevuti oggi, congiuntamente, dal ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan mentre sembra aver preso nuovo impulso il processo di aggregazione nel settore bancario.

L'AD di Ubi Victor Massiah in una immagine di archivio REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo si apprende da una fonte del Tesoro secondo cui i tre hanno discusso “delle prospettive del settore bancario e del nuovo strumento di garanzia” pubblica sulle sofferenze concordato con la Commissione europea ieri sera.

Nessun commento è giunto dai protagonisti sull‘incontro.

La fonte non ha voluto dire se nel corso dell‘incontro si sia parlato anche di una delle ipotesi di aggregazione circolate sul mercato ossia una fusione a tre fra Bpm, Ubi Banca e Mps.

Altre fonti sottolineano tuttavia l‘estrema complessità, a livello operativo, di una operazione di questa portata e possibili perplessità da parte dei soci delle due banche lombarde.

Per Ubi l‘idea di una integrazione semplice e lineare con la sola Bpm è la soluzione ottimale al tema m&a: un deal “pulito”, che porterebbe addirittura a un eccesso di capitale, lo definisce una fonte vicina alla situazione, ma a cui Milano sembra aver guardato con una certa freddezza

L‘istituto milanese ha colloqui in corso da tempo con Banco Popolare, e l‘idea di una fusione alla pari tra le due banche è data ancora come preferita tra i bookmaker.

Ma da qualche giorno ha preso a circolare l‘ipotesi di una integrazione a tre fra Ubi, Milano e Mps che crei il terzo campione nazionale, secondo alcune fonti vicine alla situazione.

Questo una volta fatta chiarezza sulla bad bank, cioè su quanto costerà alle banche disfarsi delle proprie sofferenze, elemento imprescindibile per il via al risiko.

“Mps è tornata alla ribalta per Ubi”, dice una delle fonti, citando anche la preoccupazione di autorità e politica per i recenti terremoti cui sono stati oggetto in Borsa i bancari, in particolare la banca senese. Il forte calo ha portato timori da una parte che il titolo possa essere abbattuto dalla speculazione e dall‘altra che i prezzi a saldo possano attirare banche estere. In quest‘ottica una soluzione “di sistema” sarebbe la benvenuta.

Lo stesso premier Matteo Renzi nei giorni scorsi si è sbilanciato pronunciandosi a favore di una soluzione italiana per Mps.

La filosofia di fondo sarebbe di creare una banca molto solida (Milano e Ubi hanno i ratio migliori nel sistema bancario) in grado di affrontare il tema delle sofferenze Mps e supportarne un eventuale aumento di capitale.

Un “sacrificio” che verrebbe compensato dalla creazione di un gigante, con le conseguenti possibilità di sinergie e di operazioni straordinarie come Ipo o cessioni. Ipotesi a cui Ubi guarderebbe ma solo coinvolgendo Bpm, secondo alcune fonti.

Resta da vedere, ma questo è il punto chiave, se Popolare Milano, l‘ago della bilancia, sarà allettata da questa prospettiva di un mega-merger a tre, che porterebbe indubbi problemi in termini di governance e mantenimento della cultura aziendale. I movimenti in Borsa dei titoli coinvolti nei giorni scorsi e oggi sembrano poi riflettere una certa freddezza sul progetto.

Due giorni fa Castagna ha detto di non aver mai parlato di un‘opzione a tre, e che le strade restano le due note, o Ubi o Banco Popolare. Il banchiere ha inoltre affermato che non ci sono pressioni perchè Piazza Meda acceleri su una fusione.

Con il Banco trovare la quadra sulla governance sarebbe invece relativamente facile e l‘autonomia della banca verrebbe salvaguardata almeno per qualche anno. Anche in questo caso l‘alto livello di sofferenze del Banco potrebbe comportare una ricapitalizzazione.

Bpm potrebbe sbloccare in tempi brevi il dossier Banco per smarcarsi da altre soluzioni più indigeste, ma la continua pressione dei mercati sulle banche e le conseguente attenzione delle istituzioni, suggerisce prudenza e nuove riflessioni.

“Non vorrei essere nei panni di Castagna, deve prendere decisioni difficili e nessuna senza rischi”, chiosa un consigliere Bipiemme.

Ubi e Mps non hanno commentato, mentre Bpm rimanda alle dichiarazioni rilasciate dall‘AD Castagna.

(Hanno collaborato Giselda Vagnoni, Stefano Bernabei e Andrea Mandalà)

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