22 gennaio 2016 / 10:50 / 2 anni fa

Spagna, consultazioni al termine, prende corpo ipotesi coalizione di sinistra

MADRID (Reuters) - A un mese dalle elezioni del 20 dicembre, la Spagna comincia oggi a capire quanto ci vorrà perché i partiti politici raggiungano un‘intesa su un nuovo governo, mentre la prospettiva di un‘alleanza di sinistra sembra al momento prevalere su quella di una ‘grande coalizione’.

Il leader di Podemos Pablo Iglesias (a destra) con il re di Spagna Filippo a Madrid. REUTERS/Angel Diaz/Pool

Al termine delle rispettive consultazioni con il re Felipe, il leader del partito anti-austerity ‘Podemos’, Pablo Iglesias, ha detto di essere pronto a prender parte a un governo con altri partiti di sinistra mentre il capo dei Socialisti, Pedro Sanchez, ha spiegato che farà il possibile per formare un governo di “forze progressiste”.

“Ho detto [al re] che siamo pronti a formare un governo di alternanza coi Socialisti e con (gli ex-comunisti di) ‘Izquierda Unida’”, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa Iglesias aggiungendo che ricoprirebbe il ruolo di vice-premier.

“Aspetteremo che Rajoy si presenti e, se fallirà, i Socialisti faranno ciò che è necessario per formare un governo di cambiamento, progressivo e riformista”, ha detto Sanchez in conferenza stampa.

Dopo Iglesias e Sanchez, Felipe incontrerà il leader del Partito popolare, ovvero l‘attuale premier Mariano Rajoy, per tirare le somme dopo cinque giorni di consultazioni con tutte le forze rappresentate in Parlamento.

Stando alle attese, Felipe dovrebbe proporre Rajoy come candidato premier. Ma se Rajoy, com‘è molto probabile, non riuscirà a superare il voto parlamentare, dato che la maggior parte dei partiti ha già detto che non lo appoggerà, la decisione darà il via a un periodo di massimo due mesi al termine del quale o ci sarà un nuovo governo o si andrà a nuove elezioni in maggio.

La decisione inoltre, dopo il flop di Rajoy, conferirebbe al leader socialista Pedro Sanchez il ruolo di candidato premier.

La maggioranza di “forze progressiste”, auspicata da Sanchez, è uno scenario difficile da realizzare dato che Podemos, che può contare su alleati regionali molto forti soprattutto in Catalogna, ha assicurato che organizzerà un referendum sull‘indipendenza di questa regione, cosa cui i Socialisti si oppongono.

Tuttavia i due partiti hanno ammorbidito le posizioni in relazione a possibili alleanze, ribadendo che intendono concentrarsi su questioni economiche e sociali più che sulla vicenda catalana.

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