21 gennaio 2016 / 16:58 / 2 anni fa

Pd in fibrillazione dopo nomine verdinani in commissioni Senato

ROMA (Reuters) - La nomina di tre senatori verdiniani a vice presidenti di commissione in Senato, nel corso del tradizionale ricambio di metà legislatura, sta provocando un‘accesa discussione nel Pd, anche se il capogruppo dem a Palazzo Madama avverte che non si tratta di un cambio di maggioranza.

L'aula del Senato della Repubblica, il 13 ottobre 2015. REUTERS/Remo Casilli

Eva Longo, Pietro Langella e Giuseppe Compagnone sono i nuovi numeri due delle commissioni Finanze, Bilancio e Difesa. Tutti e tre fanno parte di Ala, il gruppo di centrodestra composto da ex Forza Italia e guidato da Denis Verdini, ex coordinatore del partito di Silvio Berlusconi.

Ieri il gruppo ha votato a favore della riforma costituzionale fortemente voluta dal governo di Matteo Renzi.

L‘ex ministro Gaetano Quagliariello, che ha lasciato nelle scorse settimane l‘Ncd ed è passato all‘opposizione, ha ironizzato su Twitter: “La maggioranza sai è affiliazione - Tu voti per cambiar Costituzione - Il giorno dopo vinci premio in Commissione”.

Sempre su Twitter Roberto Speranza, ex capogruppo Pd alla Camera, ha scritto: “Tre verdiniani vicepresidenti delle commissioni. Caro Matteo Renzi c‘è una nuova maggioranza che sostiene il governo? Io sono contrario”.

Su Facebook, la minoranza dem “Sinistra riformista” ha chiesto di aprire un dibattito parlamentare, mentre anche Forza Italia parla di “nuova maggioranza”.

“Chi vota la fiducia al governo è in maggioranza, chi non la vota è all‘opposizione”, ha risposto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, ricordando che i verdiniani non sostengono il governo.

“Le vicepresidenze delle commissioni, per prassi, vanno in parti uguali a parlamentari di maggioranza e di opposizione”.

In un‘intervista all‘Espresso che sarà pubblicata domani, l‘ex leader Pd Pierluigi Bersani critica i rapporti con il gruppo di Verdini e cita esplicitamente la possibilità di un “listone” con gli ex di Forza Italia, per dire che sarebbe “un bel problema”.

“Non accetterei mai uno snaturamento del Pd così evidente e palese. Il Pd non può diventare l‘indistinto dove tutto si ammucchia. Queste pensate tattiche e trasformistiche sono destinate a essere spazzate via”, ha detto Bersani.

((Redazione Roma, 06 +390685224380, fax +39068540860, massimiliano.digiorgio@thomsonreuters.com))

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