20 gennaio 2016 / 11:40 / tra 2 anni

Paesi emergenti, verso deflussi capitali per 448 miliardi di dollari in 2016, avverte rapporto

NEW YORK (Reuters) - I mercati obbligazionari e azionari dei paesi emergenti si avviano a chiudere un altro anno di deflussi, effetto del rallentamento della crescita globale e dell‘indebitamento delle aziende.

San Paolo del Brasile, trader al lavoro alla XP Investimentos. Foto del 10 settembre 2015. REUTERS/Paulo Whitaker

E’ quanto si legge in un rapporto dell‘Institute of International Finance (Iif).

    I mercati emergenti hanno registrato deflussi netti di capitali pari a 735 miliardi di dollari nel 2015, dopo il rosso di 111 miliardi del 2014.

Per quest‘anno, afferma l‘Iif, la previsione è che i deflussi si attestino a 448 miliardi di dollari.

Il think-tank con sede a Washington, una fonte autorevole di dati su flussi di investimento da e per il mondo in via di sviluppo, vede fuggire i capitali soprattutto dalla Cina; del resto, i timori riguardanti l‘andamento dell‘economia e la politica dei cambi di Pechino sono stati all‘origine di gran parte dei deflussi dagli emergenti nel 2015.

L‘anno scorso, infatti, la Cina ha fatto segnare un rosso di 676 miliardi di dollari.

“Ma la debolezza si estende ben oltre la Cina”, commenta Charles Collyns, amministratore delegato e capo economista dell‘Iif. “Abbiamo visto deflussi persistenti nei portafogli su una vasta gamma di mercati emergenti, con gli investitori preoccupati dalle prospettive di crescita e dall‘elevato indebitamento delle imprese”.

Il rapporto indica Turchia, Brasile e Sud Africa come paesi più vulnerabili a causa della debolezza della politica macroeconomica, del livello alto dell‘indebitamento in valuta estera delle imprese e dei deficit.

India e Messico sono considerate mosche bianche. Ma l‘incremento dei timori riguardanti Cina e Brasile, nonché la Russia in recessione per il secondo anno consecutivo rendono improbabile un ritorno degli investimenti sui paesi emergenti nel breve termine.

“L‘nvecchiamento precoce dei mercati emergenti potrebbe continuare a pesare sulle prospettive di crescita”, dice Hung Tran, direttore generale esecutivo dell‘Iif. “Inoltre, la volatilità del mercato nei primi mesi del 2016 pesa sulla propensione al rischio”.

Il report considera marginale l‘impatto sugli emergenti dell‘avvio del ciclo di aumento dei tassi negli Usa.

Le proiezioni dell‘Iif si basano sull‘analisi di trenta economie di mercato emergenti.

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