12 gennaio 2016 / 17:28 / tra 2 anni

Fisco, Diana Bracco a giudizio per fatture fittizie e appropriazione indebita

MILANO (Reuters) - Il gup di Milano Alessandro Santangelo ha rinviato a giudizio Diana Bracco, presidente e AD del gruppo Bracco, nell‘ambito di un‘inchiesta che ipotizza i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, aggiungendo che il processo inizierà il prossimo 16 marzo davanti alla seconda sezione penale.

Il gup ha inoltre dissequestrato la somma di poco più di un milione di euro che era stata sequestrata nei mesi scorsi, visto che fiscalmente la posizione è stata sanata con l‘Agenzia delle entrate.

“Ci difenderemo nel processo, non c‘è stata alcuna frode fiscale”, ha detto il legale di Bracco, Giuseppe Bana, ribadendo -- come già fatto in passato -- che si tratta di “contestazioni inerenti l‘attività di impresa di fatture, situazioni non rilevanti sotto il profilo penale e gia’ risolte con l‘Agenzia delle Entrate”.

Bracco -- che nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi sia in società pubbliche che private -- è uno dei vice presidenti di Confindustria, oltre ad essere presidente della società Expo 2015.

L‘accusa ipotizza, per quel che riguarda la presunta appropriazione indebita, che la presidente e AD abbia scaricato spese personali sui bilanci della società. Il periodo di imposta riguarda gli anni dal 2008 al 2013.

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