19 novembre 2015 / 12:16 / tra 2 anni

Ruby ter, procura Milano chiede processo per Berlusconi e altri 30

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha presentato oggi le richieste di rinvio a giudizio per l‘ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e altri 30 imputati dopo la conclusione dell‘inchiesta cosiddetta “Ruby ter” sull‘ipotesi di corruzione di testimoni nei procedimenti principali sui rapporti dell‘ex premier con la giovane marocchina Karima el Mahroug detta Ruby e sul reclutamento delle ragazze per le feste nella villa di Arcore.

Silvio Berlusconi durante un comizio con la Lega Nord. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo ha riferito un comunicato dell‘ufficio del procuratore di Milano, aggiungendo che le imputazioni, a vario titolo e per le diverse posizioni, sono corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio.

Non è stato possibile al momento avere un commento dal legale di Berlusconi. Tutte le persone coinvolte hanno sempre respinto ogni addebito.

Il deposito delle richieste di rinvio a giudizio viene notificato alle parti non quando viene effettuato ma solo quando viene fissata la data dell‘udienza preliminare, al termine della quale un giudice decide se accogliere le richieste di processo o prosciogliere gli imputati.

Fra i 30 nomi elencati nella nota, non figura quello della funzionaria della Questura di Milano Giorgia Iafrate, per la quale, hanno detto fonti giudiziarie, la procura ha chiesto l‘archiviazione.

Oltre a Berlusconi e alla stessa Karima El Mahroug, la procura ha comunicato di aver chiesto il giudizio, fra gli altri, di diverse ragazze che parteciparono alle famose feste e che hanno deposto come testimoni nei due processi, del compagno di Ruby, della senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, dell‘ex direttore di Panorama, La Stampa e Tg5 Carlo Rossella, e dell‘avvocato Luca Giuliante. Al momento non è stato possibile avere un commento dai legali di queste persone.

Il comunicato si conclude con l‘individuazione delle parti offese: oltre a tre giovani testimoni dell‘accusa, il Ministero della Giustizia.

L‘inchiesta ha origine dalle motivazioni delle sentenze di due processi di primo grado nei confronti di Berlusconi (assolto con sentenza passata in giudicato) e di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, nelle quali il Tribunale rinviò gli atti alla procura perché procedesse per valutare un eventuale condizionamento dei testimoni.

In questa inchiesta, oltre a Berlusconi e alla stessa Ruby, figuravano 32 indagati, fra ragazze che parteciparono alle feste nella residenza dell‘ex premier ad Arcore, altri testimoni e avvocati.

L‘ipotesi dell‘accusa è che siano stati versati circa 10 milioni di euro per corrompere testimoni, di cui 7 alla sola Ruby dal 2011 al 2015.

Per 13 indagati, fra i quali i legali del premier, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, l‘ex parlamentare europea di Forza Italia Licia Ronzulli, l‘ex viceministro degli Esteri Bruno Archi e il padre di Ruby, la procura ha chiesto e ottenuto l‘archiviazione.

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