10 novembre 2015 / 09:55 / 2 anni fa

Italia, in terzo trimestre crescita produzione stabile, Pil visto +0,3%

ROMA, (Reuters) - - Crescita inferiore alla aspettative a settembre per la produzione industriale italiana, che nel terzo trimestre non ha registrato la lieve accelerazione stimata da molti analisti, senza però che questo metta in discussione la prosecuzione del ritmo di crescita dell‘economia dopo un triennio di recessione.

Un operaio a lavoro. REUTERS/Alessandro Bianchi

I dati diffusi stamane da Istat hanno mostrato un incremento dello produzione di 0,2%, mentre la mediana delle attese degli analisti interpellati da Reuters in un sondaggio prospettava una crescita di 0,5% dopo la flessione di pari entità segnata ad agosto. Su base trimestrale la crescita della produzione è stata dello 0,4%, identica a quella dei tre mesi precedenti.

“La pur debole accelerazione della crescita della produzione che ci attendevamo nel terzo trimestre non si è verificata”, sottolinea Loredana Federico, economista di UniCredit.

Per Paolo Pizzoli, economista di Ing, i numeri mettono in evidenza come l‘Italia non sia immune dell‘incerto impatto della frenata delle economie emergenti e dalla fase poco brillante che sta attraversando l‘industria in Germania, dove a settembre produzioni e ordini all‘industria si sono contratti a sorpresa.

Secondo gli economisti, comunque, il dato odierno è coerente con il sentiero di ripresa tratteggiato per l‘Italia quest‘anno da previsori privati e istituzionali.

Nelle attese raccolte da Reuters, il Pil dovrebbe essere cresciuto nel trimestre estivo dello 0,3%, dopo l‘espansione analoga registrata tra aprile e giugno.

“Non escludo possa esserci che possa esserci anche una piccola sorpresa verso l‘alto, più che altro legata ai consumi, mentre dagli investimenti non mi aspetto granchè”, ragiona Pizzoli.

Governo, Istat e Commissione Ue prevedono per quest‘anno una crescita del Pil quest‘anno di 0,9%, Ocse e Fmi dello 0,8%, dopo la flessione di 0,4% del 2014.

Tornando ai dati odierni, guardando allo spaccato per settori sul trimestre, emerge come la produzione di auto abbia proseguito il suo ruolo di traino (+3,3%), mentre spostando l‘attenzione sui raggruppamenti di industrie, energia (+2,9%) e i beni di consumo durevoli (+2,6%) hanno dato i contributi più sostanziosi.

Produzione in lieve crescita (+0,2%) per i beni strumentali. Beni intermedi e beni di consumo non durevoli arretrano rispettivamente arretrano rispettivamente di 0,4% e 0,2%.

“Le premesse perché si osservi un‘accelerazione della prodzuone nell‘ultima parte dell‘anno ci sono”, osserva Federico, che cita la solidità delle indagini congiunturali sull‘attività del settore.

D‘altra parte, osserva Pizzoli, l‘accelerazione “dovrebbe limitarsi a qualche decimo di punto ed essere comunque non omogenea per settori. Sulle imprese attive nella produzione di beni di investimento gravano maggiori incognite”.

- ha collaborato Antonella Cinelli

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