6 novembre 2015 / 11:36 / 2 anni fa

ECONOMICA - Expo chiuso con deficit economico, surplus reputazionale

MILANO (Reuters) - L‘unico dato finale sinora certo è quello del numero dei visitatori: 21,5 milioni nei 184 giorni di apertura dell‘Expo milanese conclusosi a fine ottobre.

Il premier Matteo Renzi all'Expo. REUTERS/Flavio Lo Scalzo

Un livello inferiore di oltre il 10% all‘obiettivo posto dal commissario Giuseppe Sala a quota 24 milioni, più soddisfacente se confrontato all‘anemica situazione dei primi tre mesi. Con un prezzo del biglietto medio di 19 euro, ultimo dato reso noto in itinere da Sala, si raggiungerebbero i 400 milioni. Anche se le incertezza sul numero dei paganti effettivi - anche i lavoratori Expo sono stati molto probabilmente inclusi nei visitatori - e gli effetti della politica aggressiva di sconti delle ultime settimane fanno pensare a un valore più nell‘ordine dei 350 milioni.

Agli incassi dei biglietti si devono aggiungere i circa 300 milioni circa pagati dagli sponsor della manifestazione e le royalties, contenute per ammissione dello stesso Sala, pagate principalmente dai gestori dei servizi di ristorazione della manifestazione.

Il totale non raggiungerà comunque il pareggio di bilancio, inizialmente previsto a quota 800 milioni dallo stesso Sala, ma destinato a salire per la lievitazione generalizzata delle spese. Per il solo Padiglione Italia i costi iniziali sono saliti a 93 da 62 milioni, un rialzo vicino al 50%.

POCHI VISITATORI STRANIERI

Il capitolo economico non si esaurisce qui. Uno studio sul campo di Jérome Massiani, economista dell‘università Ca’ Foscari di Venezia ed esperto di impatto dei grandi eventi, evidenzia che il 38% dei visitatori era lombardo e solo il 16% estero, proveniente in prevalenza da Francia e Svizzera. Una composizione dei visitatori che provincializza la manifestazione e riduce notevolmente il livello della spesa addizionale, e non sostitutiva, innescata da Expo.

Massiani, rispetto ai 4 miliardi previsti in studi commissionati prima dell‘esposizione, stima 1,5 miliardi di spesa aggiuntiva ed effetti indotti, sostenuti in massima parte dalla quota di visitatori esteri che sono venuti appositamente o hanno allungato il loro viaggio in Italia.

L‘effetto positivo sembra concentrarsi nel terziario attorno a Milano: il settore alberghiero come quello della ristorazione, quello dei trasporti - pubblici e privati - come quello del tessuto di artigiani e piccole-medie imprese coinvolti nei lavori.

A livello nazionale l‘effetto positivo sembra essere soprattutto quello reputazionale, dovuto anche al confronto tra la situazione di partenza della manifestazione e quella finale.

L‘inizio è stato caratterizzato da scandali giudiziari e lavori ancora in corso a Expo iniziato. La fine da code di migliaia di persone pronte a sostenere attese fino a sette ore per entrare nei padiglioni più apprezzati.

Quasi un fenomeno collettivo quello dell‘Expo di Milano che potrebbe essere stato tracciato dal dato soft della fiducia dei consumatori di ottobre, esposto all‘umore negli ultimi giorni di chi viene interpellato telefonicamente più che alla sua analisi razionale, salito a ottobre al massimo dal 2002.

in redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129654, Reuters messaging: luca.trogni.thomsonreuters.com@reuters.netSul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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