29 ottobre 2015 / 17:43 / tra 2 anni

Telecom Italia, Niel entra con un teorico 11,2%, l'incognita cordata francese

MILANO (Reuters) - Nella vicenda Telecom Italia fa la sua comparsa il magnate francese attivo nel settore delle telecomunicazioni, Xavier Niel, con una quota teorica dell‘11,2% nel capitale, mentre il mercato si chiede se questa sia un‘operazione a supporto di Vivendi, primo socio del gruppo.

Il logo di Telecom Italia su una cabina telefonica in centro a Roma. Foto del 28 agosto 2014. REUTERS/Max Rossi

In realtà oggi i prezzi del titolo sono saliti in borsa sull‘interpretazione speculativa classica, che punta a una battaglia per il controllo tra Niel e Vivendi di Vincent Bolloré, che detiene il 20% di Telecom, e quindi a un‘Opa.

Le azioni superano leggermente i massimi di agosto e chiudono con un solido +8,7%, ma non è chiaro a cosa servano le opzioni e i possibili contratti su azioni Telecom di Niel, che lo potrebbero far diventare il secondo socio del gruppo.

La prima opzione, che è in scadenza il 21 giugno 2016 (non è chiaro se sia esercitabile anche prima), è su una quota in un certo senso rilevante, pari al 4,888% del capitale ordinario Telecom, che, se sommato al 20,04% in mano a Vivendi, blinda finalmente la società telefonica.

Infatti se Niel esercita e si allea con Vivendi il controllo del gruppo è garantito e non occorrere lanciare nessuna offerta pubblica, considerato che la soglia rilevante è al 25%.

Ovviamente Niel deve vendere le altre opzioni prima, perché in caso contrario scatterebbe l‘obbligo di Opa.

Al momento però tutto fa pensare che l‘operazione del magnate francese sia ostile, o almeno non concertata.

Una fonte chiarisce che Vivendi farà quello che il mercato scontava da tempo, cioè salire oltre il 20%, si presume arrivando poco sotto il 25%, e aggiunge che sta valutando una possibile reazione a Niel.

L‘AD di Telecom Italia, Marco Patuano, tende a escludere una cordata francese, ma dice di non sapere se la mossa di Niel sia da considerare ostile a Vivendi.

Consob avvia intanto gli accertamenti, considerando che la normativa italiana, per un‘eventuale determinazione del superamento della soglia rilevante, tiene conto anche dei derivati e altri contratti per acquistare azioni.

Le altre due opzioni che Niel ha comunicato a Consob, su un complessivo 1,2%, scadono nel 2017 a settembre e novembre, decisamente più avanti.

Ma l‘incognita su quando il francese potrebbe trasformare i suoi accordi in azioni reali della società telefonica rimane.

Infatti sul 5,1% del capitale Niel dà un‘informazione decisamente più ridotta. La comunicazione Consob si limita a indicare “posizioni lunghe”, cioè derivati o altri contratti cash settled, che danno diritto ad acquistare azioni.

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