28 ottobre 2015 / 14:22 / 2 anni fa

Sogin, governo promette "quanto prima" governance "adeguata"

ROMA (Reuters) - Dopo le dimissioni annunciate dall‘amministratore delegato della Sogin Riccardo Casale, i ministeri dell‘Economia e dello Sviluppo Economico hanno detto oggi che il governo garantirà presto un nuovo assetto dirigente alla società statale che gestisce il decomissioning militare.

“Il governo prende atto della situazione che si è determinata negli organi societari della Sogin. Ribadisce il ruolo fondamentale che la società è chiamata a svolgere per l’attuazione del programma di decommissioning”, è scritto in un comunicato congiunto dei due ministeri.

Il comunicato però non cita direttamente le dimissioni di Casale, confermate ieri a Reuters da due fonti, dopo che il quotidiano La Repubblica ha pubblicato la lettera di dimissioni.

“Per questi motivi sarà garantita quanto prima una governance adeguata alle funzioni strategiche della Sogin”, si conclude la nota, senza fornire altre indicazioni.

Intanto, sempre oggi, tre senatori del Pd hanno annunciato di aver presentato un‘interrogazione urgente ai due ministri per sapere “come intendano garantire la continuità e il miglioramento delle attività di Sogin cui spetterà, conviene ricordarlo, anche la gestione del Deposito unico nazionale” dei rifiuti nucleari.

Nell‘interrogazione, i senatori Massimo Mucchetti, Salvatore Tomaselli e Patrizia Manassero chiedono se i ministri “ritengano credibile la conferma dell‘obiettivo, per quanto ridotto, di un fatturato, alimentato dalla bolletta, di 80 milioni nel 2015 quando al 30 settembre la Sogin aveva concluso lavori per soli 36 milioni”.

Secondo i senatori, nell‘ottobre dello scorso anno l‘AD Casale propose un rallentamento delle operazioni di Sogin con un taglio di 120 milioni di euro per il triennio restante dovuto, a giudizio del cda, a “carenze gestionali”.

Ieri una fonte a conoscenza diretta della vicenda ha detto a Reuters che “Casale non intende ritirare le dimissioni, a meno che non cambi l‘assetto della governance di Sogin”.

“Non c‘erano le condizioni e la tranquillità per continuare così”, ha aggiunto la fonte spiegando che tra le ragioni del gesto dell‘AD c‘è il ritardo nella convocazione del cda (riuniotosi l‘ultima volta a luglio), che impedisce l‘approvazione del piano quadriennale di Sogin e la delibera di alcuni lavori per ottenperare alle prescrizioni della Valutaizone di impatto ambientale sull‘ex centrale nucleare di Latina.

(Massimiliano Di Giorgio)

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