28 ottobre 2015 / 12:01 / 2 anni fa

Attentato Tunisi, Corte Appello nega estradizione Touil, sarà espulso

Un fotografo scatta immagini dei colpi di proiettile su una finestra del museo del Bardo a Tunisi, dopo l'attentato dello scorso marzo. REUTERS/Zoubeir Souissi

MILANO (Reuters) - La quinta sezione della Corte d‘Appello di Milano ha negato l‘estradizione in Tunisia del 22enne marocchino Abdel Majid Touil, arrestato nel maggio scorso in esecuzione di un mandato internazionale spiccato da Tunisi che lo ritiene coinvolto nell‘attentato del 18 marzo al museo Bardo della capitale nordafricana in cui morirono 23 persone, fra cui quattro italiani.

Lo comunica una nota firmata dal presidente della Corte d‘Appello di Milano, Giovanni Canzio, aggiungendo che l‘Italia non può inviare un imputato in un paese in cui rischia la pena di morte. La decisione, si legge, comporta la scarcerazione del giovane.

Indipendentemente dal provvedimento della Corte d‘Appello, fonti giudiziarie hanno riferito che la procura di Milano ha inoltre chiesto l‘archiviazione dell‘inchiesta aperta a Milano su Touil, non ritenendo sufficienti gli elementi a carico del giovane marocchino.

La Questura di Milano ha poi riferito in una nota che Touil, dopo lo sbarco in Sicilia nel febbraio scorso, era già stato colpito da “un provvedimento di respingimento emesso dal questore di Agrigento”.

Pertanto, dice la nota, “nei suoi confronti è stato adottato un provvedimento di espulsione; in attesa dell‘esecuzione del quale, Touil sarà trattenuto presso il C.i.e. di Torino”. Il giovane marocchino potrà in ogni caso presentare ricorso contro questo provvedimento.

Il no all‘estradizione sull‘altra sponda del Mediterraneo, si legge nel comunicato del presidente Canzio, è motivato dal fatto che “i fatti più gravi contestati all‘estradando sono puniti dal codice penale tunisino con la pena di morte. La pena capitale è ostativa all‘estradizione, non essendo ammessa nell‘ordinamento italiano”.

“D‘altra parte la convenzione bilaterale di estradizione Italia-Tunisia non prevede alcun meccanismo di conversione della pena di morte in altra sanzione detentiva”, prosegue la nota, “né l‘autorità tunisina ha fornito alcuna assicurazione sulla non esecuzione della pena capitale”.

“Al diniego di estradizione consegue automaticamente la revoca delle misure cautelari e la scarcerazione dell‘estradando”.

Già il giorno dopo il suo arresto, nel maggio scorso, la vicenda aveva suscitato polemiche a causa dell‘incertezza delle accuse che venivano mosse. Fra l‘altro, nonostante in un primo tempo fosse stato indicato dalla Tunisia come uno dei componenti del commando che attuò l‘attentato, emerse quasi subito che in realtà Touil il giorno dell‘agguato si trovava in Italia.

In seguito Tunisi precisò che il giovane era accusato di aver fatto entrare dal Marocco in Tunisia le armi usate dai militanti.

Touil, figlio di una immigrata regolare residente nel Milanese, entrò in Italia recuperato, fra gli altri, dalla Marina italiana da un barcone il 17 febbario scorso.

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