27 ottobre 2015 / 16:23 / tra 2 anni

Pop Vicenza, Bankitalia: vigilanza intensa, 7 ispezioni in 10 anni

MILANO (Reuters) - La Banca d‘Italia ha svolto “negli anni” un‘intensa attività di vigilanza su Pop Vicenza, con sette ispezioni nell‘ultimo decennio, intervenendo anche con misure restrittive sul capitale e sulla struttura del gruppo, e in alcuni casi infliggendo sanzioni e segnalando i rapporti alla magistratura.

E’ quanto afferma Banca d‘Italia in una nota di chiarimenti sull‘attività di vigilanza sulla popolare vicentina su cui la Procura di Vicenza ha aperto nelle settimane scorse un fascicolo con ipotesi di reato di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza nei confronti di alcuni esponenti di vertice, tra cui il presidente Gianni Zonin e l‘ex AD e Dg Samuele Sorato.

“Diversi problemi sono stati risolti, senza che la Vigilanza potesse darne pubblica evidenza, in ossequio alle norme vigenti sul segreto d‘ufficio” dice Banca d‘Italia sottolineando che le ispezioni hanno riguardato diversi aspetti tra cui l‘area finanza, credito, la trasparenza e l‘antiriciclaggio.

Inoltre, “negli ultimi anni la banca ha posto all‘attenzione della Vigilanza numerose ipotesi di acquisizione di altre banche, ma nessuna di essa ha avuto corso”, ricorda Via Nazionale.

Un particolare chiarimento è posto alla questione sulla determinazione del prezzo delle azioni della banca - essendo Pop Vicenza una popolare non quotata - ma soprattutto alle operazioni di riacquisto di azioni proprie e al legame tra le sottoscrizioni delle azioni da parte dei clienti facendo ricorso a finanziamenti erogati dalla banca.

Su questi ultimi due punti la Banca d‘Italia ricorda che “nel 2014 emerse da varie evidenze che la BPV acquistava azioni proprie senza aver prima richiesto l‘autorizzazione alla Vigilanza”, e che l‘ispezione ‘in loco’ condotta a inizio 2015 insieme alla Bce fece emergere, oltre alla mancata autorizzazione per i riacquisti di azioni proprie, come la banca “non avesse dedotto per un ammontare cospicuo dal patrimonio di vigilanza il capitale raccolto a fronte di finanziamenti erogati dalla stessa BPV ai sottoscrittori delle sue azioni senza comunicarli alla Vigilanza”.

Specifiche regole prudenziali stabiliscono infatti che le azioni acquistate grazie a un finanziamento della stessa banca emittente non possono essere conteggiate nel patrimonio di vigilanza.

“Il risultato dell‘ispezione di quest‘anno presso BPV e le conseguenti decisioni del Consiglio di Vigilanza del MVU (Meccanismo Unico di Vigilianza) hanno imposto alla banca di ricostituire i margini patrimoniali regolamentari”, ricorda Bankitalia.

“L‘alta dirigenza di BPV è stata rinnovata” e inoltre “la banca ha recentemente deliberato la trasformazione in Spa, un aumento di capitale e la quotazione delle azioni; ciò assicurerà trasparenza alla formazione del prezzo e liquidità all‘investimento in azioni”.

Il nuovo management di Pop Vicenza ha già recepito le prime evidenze che sono emerse dall‘ispezione nei conti dell‘ultima semestrale che ha registrato una flessione dei coefficienti patrimoniali sotto il minimo regolamentare dell‘8%, in gran parte effetto del disconoscimento dal capitale delle azioni oggetto di finanziamento da parte della banca.

Per riportare i coefficienti patrimoniali in linea con le richieste della Bce Pop Vicenza lancerà il prossimo anno un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro.

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