27 ottobre 2015 / 12:45 / 2 anni fa

Nucleare, si dimette AD Sogin, atteso cda in prossime ore

ROMA (Reuters) - Riccardo Casale, amministratore delegato di Sogin, la società di Stato che gestisce il decomissioning nucleare, si è dimesso dall‘incarico, per presunti contrasti interni al consiglio di amministrazione.

Lo hanno confermato oggi una fonte a conoscenza diretta della vicenda e una fonte governativa, dopo che il quotidiano La Repubblica ha pubblicato stralci della lettera con cui Casale annunciava le proprie dimissioni al ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, e alla responsabile dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.

Nelle prossime ore, hanno detto due fonti vicine a Sogin, si dovrebbe tenere un cda per discutere della vicenda.

Nella lettera pubblicata dal quotidiano, Casale lamenta dissidi con il presidente dell‘azienda, Giuseppe Zollino, e con alcuni membri dello stesso cda, convocato l‘ultima volta a luglio.

“Casale non intende ritirare le dimissioni, a meno che non cambi l‘assetto della governance di Sogin”, ha detto la fonte. “Non c‘erano le condizioni e la tranquillità per continuare così”.

“Non è stato rispettato lo statuto, da luglio non è stato riunito il cda nonostante le richieste, e non c‘è più tempo per il cda sul programma quadriennale”, ha detto ancora la fonte. “Ciò mette in discussione le attività di Sogin a partire da gennaio, con risvolti anche sull‘assunzione di lavoratori temporanei”.

“Senza cda non si possono neanche deliberare lavori necessari a ottemperare alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale per mettere in sicurezza l‘impianto di Latina”, ha detto la fonte, riferendosi all‘ex centrale nucleare di Borgo Sabotino.

Secondo una fonte governativa, il conflitto all‘interno dell‘azienda era noto da tempo.

Le dimissioni di Casale giungono mentre Sogin è impegnata nell‘iter per la realizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti nucleari. Il 20 agosto scorso la società doveva pubblicare la cosiddetta Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee per costruire il deposito, che potrà contenere fino a 90mila metri cubi, sufficienti a gestire i rifiuti radioattivi italiani fino al 2065.

Ma il ministero dell‘Ambiente e quello dello Sviluppo Economico, che devono autorizzare la pubblicazione, hanno chiesto “ulteriori approfondimenti” (non meglio specificati) a Sogin prima di dare il via libera.

(Massimiliano Di Giorgio)

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