20 ottobre 2015 / 13:10 / tra 2 anni

Banche, Abi: in ripresa impieghi ma ancora sofferenze ai massimi

ROMA (Reuters) - I prestiti delle banche italiane all‘economia, secondo i dati del rapporto Abi aggiornati a settembre, hanno ripreso a crescere dello 0,2% annuo, mentre restano elevate e continuano a salire le sofferenze, con quelle lorde in agosto al 10,4% degli impieghi.

L‘ultimo rapporto dell‘associazione bancaria italiana riflette i buoni segnali di recupero dell‘economia già indicati nell‘ultimo bollettino economico della Banca d‘Italia, sottolineando anche la forte crescita delle nuove erogazioni e il basso livello da record dei tassi praticati alla clientela.

Nel dettaglio dal campione di banche (80% del mercato) esaminato nel rapporto, nei primi otto mesi del 2015 i nuovi finanziamenti alle imprese sono saliti del 15,9%, mentre i nuovi mutui per l‘acquisto di immobili sono cresciuti dell‘86,1%. Le surroghe (cioè il cambio di mutuo per avere migliori condizioni) incidono per il 29%.

Lo stock dei crediti concessi a famiglie e imprese a settembre mostra ancora un dato marginalmente negativo, pari a -0,2% come in agosto e comunque miglior dato da aprile 2012.

E’ invece con il segno positivo, +0,3% annuo a settembre, la variazione dei prestiti concessi dalla banche al totale dell‘economia, quindi includendo anche quelli alla pubblica amministrazione.

TASSI AI MINIMI, SOFFERENZE IN CRESCITA

In settembre i tassi che le banche praticano in media alla clientela per i prestiti hanno toccato il minimo record di 3,34% (era 3,37% in agosto e il 6,18% nel 2007 prima della crisi). Più basso ancora il tasso medio sui nuovi mutui casa, al 2,66%, con circa due terzi a tasso fisso.

La coda della crisi è ancora evidente nella qualità del credito, con le sofferenze che continuano a crescere. Quelle lorde in agosto hanno raggiunto quasi i 198,5 miliardi arrivando al 10,4% degli impieghi, mentre le sofferenze nette sono pure salite, a 85,9 miliardi pari al 4,78% degli impieghi totali.

La raccolta complessiva a settembre è calata dell‘1,3% su base annua con il consueto andamento divergente tra raccolta tramite obbligazioni, caduta del 13,8% pari a 51,8 miliardi, e raccolta da depositi, salita del 3,3% annuo pari a 26,4 miliardi.

(Stefano Bernabei)

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