14 ottobre 2015 / 08:55 / 2 anni fa

SONDAGGIO - Cina, crescita economia vista in calo a 6,8% in terzo trimestre, minimo da 2009

PECHINO (Reuters) - I dati sul Pil cinese nel terzo trimestre, in arrivo lunedì, certificheranno la discesa del ritmo di espansione dell‘economia di Pechino sotto la soglia del 7% per la prima volta dall‘inizio della crisi finanziaria globale.

E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Reuters tra 50 economisti. La mediana delle stime prospetta una frenata della crescita a 6,8% su anno da 7% registrato nel trimestre precedente. Si tratterebbe della lettura più debole dal primo trimestre del 2009, quando il ritmo di crescita cinese franò al 6,2%.

Se la previsione si concretizzasse, la perdita di slancio della seconda economia mondiale non sarebbe tutto sommato allarmante, ma i numeri aumenterebbero comunque la pressione sulla autorità di Pechino affinché dispieghino nuove misure di supporto all‘economia, per evitare che i timori di un rallentamento più marcato si diffondano tra gli investitori.

Contestualmente ai numeri del Pil, sarà diffusa una serie di indicatori macroeconomici mensili, che verranno monitorati con attenzione per valutare se la congiuntura si stia ulteriormente indebolendo o se stiano emergendo segnali di stabilizzazione.

Secondo la mediana delle attese raccolte da Reuters tra gli economisti, la produzione industriale a settembe dovrebbe aver frenato la propria crescita al 6% da 6,1% di agosto, a segnalare come le imprese fatichino a gestire le persistenti pressioni al ribasso sui prezzi dovuti alla sovracapacità produttiva e all‘indebolimento della domanda.

La crescita annuale degli investimenti fissi, un elemento guida dall‘economia, dovrebbe, secondo le stime, aver rallentato a 10,8% nei primi 9 mesi del 2015 - l‘espansione più debole da quasi 15 anni - da 10,9% a gennaio, mentre le vendite al dettaglio dovrebbero mantenere lo stesso ritmo di crescita annuo registrato ad agosto (+10,8%).

Intanto, i numeri della bilancia commerciale di settembre hanno mostrato un calo più contenuto delle attese per le esportazioni, ma una contrazione più netta delle importazioni, lasciando gli economisti divisi sull‘effettivo stato di salute del settore.

Sullo sfondo restano i dubbi sull‘affidabilità dei dati diffusi dall‘ufficio nazionale di Statistica. Nonostante la debolezza del commercio, la sovrapproduzione industriale e la fiacchezza del mercato immobiliare, nei primi due trimestri è stata certificata una crescita del Pil pari al 7%, perfettamente in linea con il target annuale di Pechino.

Le autorità hanno respinto le supposizioni di quanti ritengono che le statistiche siano state abbellite per farle risultare aderenti agli obiettivi del governo.

Sheng Layun, portavoce dell‘ufficio nazionale di Statistica, il mese scorso ha comunque assicurato che la crescita nel terzo trimestre è stata sostanzialmente stabile, definendo limitato l‘impatto delle turbolenze del mercato azionario sull‘economia.

Per consultare i sondaggi clic su here

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