30 settembre 2015 / 15:26 / tra 2 anni

Riforme, ammessi 19 voti segreti in Senato, no a "supercanguro"

ROMA (Reuters) - Nella prima giornata di voto sulle riforme costituzionali, il presidente del Senato Pietro Grasso ha in parte scontentato il governo, bocciando una proposta di modifica del Pd che puntava ad eliminare in un colpo solo tutti i 500.000 emendamenti al Ddl Boschi, con il cosiddetto “supercanguro”.

Grasso ha anche accettato 19 votazioni segrete sull‘articolo 1, quello relativo alle funzioni del Senato. I voti segreti sono un potenziale terreno minato per il governo a Palazzo Madama, dove gode di una maggioranza risicata, anche se per l‘approvazione delle riforme può contare sul sostegno di un gruppo di fuoriusciti di Forza Italia guidati da Denis Verdini.

Il presidente ha però consentito emendamenti solo al comma 5 dell‘articolo, cioè l‘unico comma su cui Senato e Camera hanno votato in modo difforme in prima lettura, facendo cadere le altre proposte di modifica.

Grasso (che ha detto no a un emendamento che prevedeva l‘eliminazione completa della camera alta del Parlamento, presentata da senatori renziani) ha anche dato l‘ok alla possibilità di presentare subemendamenti all‘articolo 2 del ddl, quello relativo al sistema di elezione del nuovo Senato.

Ciò significa che in aula potrà essere modificato l‘emendamento concordato tra maggioranza e minoranza Pd che prevede l‘elezione dei senatori sulla stessa scheda con cui i cittadini votano per i consigli regionali.

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