25 settembre 2015 / 11:20 / 2 anni fa

Governo prepara proroga voluntary disclosure a novembre

ROMA (Reuters) - Il governo accoglie le richieste di commercialisti ed intermediari finanziari ed è pronto ad estendere dal 30 settembre a fine novembre la ‘voluntary disclosure’, la procedura per l‘emersione dei capitali nascosti al fisco italiano.

Un'immagine del ministero delle Finanze. REUTERS/Alessandro Bianchi

La proroga è contenuta in un decreto sulla finanza pubblica esaminato oggi e che, spiega Palazzo Chigi, “verrà portato nel prossimo consiglio dei ministri”.

La nuova riunione è in agenda per martedì 29 settembre, secondo il sottosegretario al Tesoro e leader di Scelta civica Enrico Zanetti.

A fronte del nuovo termine di fine novembre per aderire alla procedura, i contribuenti avranno tempo fino a dicembre per integrare la documentazione, riferisce una fonte del Tesoro.

Nonostante le pressioni, il governo aveva finora escluso qualsiasi ipotesi di rinvio. “Lasciamo le cose come stanno”, aveva detto appena cinque giorni fa al quotidiano La Repubblica il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan.

La procedura di collaborazione volontaria consente a chi ha occultato capitali in Italia o all‘estero di mettersi in regola versando tutte le imposte dovute, con sanzioni ridotte e senza conseguenze penali.

Uno dei fattori che ha frenato le adesioni era l‘incertezza legata al raddoppio dei termini di accertamento. Il governo è venuto incontro ai contribuenti sterilizzando questo rischio attraverso uno dei decreti attuativi della delega fiscale, entrato in vigore il 2 settembre.

Gli ultimi dati ufficiali sulle adesioni sono fermi al 18 maggio, quando il Tesoro ha indicato in 288 milioni gli imponibili oggetto di emersione.

Ma è già acquisito che il governo ha incassato molto di più.

La fonte del Tesoro spiega infatti che i proventi della voluntary disclosure serviranno a disinnescare l‘aumento delle accise previsto dal 30 settembre.

Le risorse da trovare ammontano a 728 milioni e servono a compensare nel 2015 la mancata estensione del reverse charge alla grande distribuzione, misura bocciata dalla Commissione europea a fine maggio.

In realtà il governo ha ipotecato dalla procedura di collaborazione volontaria altri 671 milioni, il gettito necessario ad evitare un aumento degli acconti previsto dal governo di Enrico Letta.

È però da vedere se l‘esecutivo disinnescherà con i proventi della voluntary disclosure anche questa seconda clausola di salvaguardia o cercherà soluzioni alternative.

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