17 settembre 2015 / 09:55 / tra 2 anni

Migranti, treni Austria-Ungheria da domani, 5.000 ingressi in Croazia

VIENNA (Reuters) - Il servizio ferroviario tra Austria e Ungheria riprenderà in entrambe le direzioni domani. Lo ha riferito la società ferroviaria austriaca OeBB, dopo che il collegamento è stato interrotto per una settimana per ridurre il flusso di migranti in arrivo dal versante ungherese.

Ieri, alla frontiera tra Serbia e Ungheria, vicino alla cittadina di Roszke, durante gli scontri tra polizia ungherese e migranti. REUTERS/Karnok Csaba

L‘Ungheria ha terminato la costruzione di un muro con filo spinato al confine con la Serbia, riducendo drasticamente l‘ingresso dei profughi e sta pianificando altre recinzioni lungo il confine con la Croazia e con la Romania, sempre per arginare il numero degli arrivi.

Le autorità ungheresi ieri hanno arrestato 29 persone, compreso un presunto ‘terrorista’, durante scontri tra profughi e forze dell‘ordine. Almeno 20 poliziotti e due bambini sono rimasti feriti, secondo quanto riferito da un funzionario della sicurezza.

Il primo ministro serbo ha accusato Budapest di comportamento “brutale” e “non-europeo” e ha esortato l‘Ue a rispondere.

Anche il segretario generale dell‘Onu Ban Ki-moon ha espresso shock e allarme per il trattamento di rifugiati e migranti al confine ungherese con la Serbia. L‘organismo per i diritti umani del Consiglio d‘Europa ha detto di aver chiesto all‘Ungheria di spiegare la sua nuova legislazione sulla crisi.

Antonio Guterres, alto commissario Onu per i rifugiati, ha esortato le autorità ungheresi ad assicurare un “accesso senza ostacoli” alle persone che fuggono da guerre e persecuzioni.

“L‘Unhcr è scioccato e rattristato perché ai rifugiati siriani, comprese famiglie con bambini che già hanno sofferto molto, è stato impedito l‘ingresso in territorio Ue con cannoni ad acqua e lacrimogeni”, si legge in una nota.

Il commissario Ue per la migrazione, Dimitri Avramopoulos, ha detto oggi che le barriere come quella ungherese sono soluzioni temporanee che spostano solo il flusso di migranti a altri Paesi ed aumentano la tensione.

Il confine serbo con l‘Ungheria è stato finora la rotta principale per i migranti che, passando dalla Grecia, arrivano alla penisola balcanica per raggiungere l‘Unione europea. Il flusso si sta spostando ora verso Romania e Croazia, dove secondo la polizia finora sono arrivate 5.650 persone.

La meta per molti è la Germania, che ha bloccato i treni dall‘Austria per rallentare il flusso di arrivi, dove ieri sono invece arrivate 7.266 persone, secondo quanto riferito da una portavoce della polizia, precisando che 3.442 sono stati bloccati ai confini.

La Bulgaria, che fa parte dell‘Ue ma non rientra nell‘area Schengen, ha annunciato l‘invio di ulteriori forze militari per rafforzare i controlli lungo il confine con la Turchia.

Intanto, il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen ha reso noto che il Paese contribuirà con 100 milioni di euro quest‘anno e il prossimo agli sforzi europei e dell‘agenzia Frontex per la gestione della crisi migratoria.

Il ministro dell‘Immigrazione ha inoltre precisato che la Danimarca si farà carico di altri mille rifugiati se la Ue troverà una soluzione comune per gestire l‘emergenza, ma ha ribadito che il Paese non aderirà ad alcun schema Ue di quote sui profughi.

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