16 settembre 2015 / 07:53 / tra 2 anni

Costancio (Bce): immigrazione può fermare "suicidio demografico" Europa

FRANCOFORTE (Reuters) - L‘invecchiamento della società rappresenta un “suicidio demografico” e richiede immigrati per evitare una contrazione ulteriore della forza lavoro.

Controlli al confine con l'Austria . REUTERS/Leonhard Foeger

Parole del vice presidente della Banca centrale europea, contenute in un‘intervista a Reuters.

Vitor Constancio ha anche sottolineato la volontà della Bce di stampare moneta, ricordando che sono stati programmati acquisti sul secondario inferiori rispetto a quelli realizzata dalle banche centrali di Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna.

Ma, ammonisce, mentre la Bce potrebbe stampare più denaro, le aspettative che la banca centrale possa di per sé rilanciare l‘economia della zona euro sono irrealistiche. E l‘immigrazione potrebbe aiutare.

Constancio, il vice di Mario Draghi nel comitato esecutivo della Bce, affronta uno dei fattori che rallentano l‘economia dell‘area, vale a dire una società che invecchia e, conseguentemente, una forza lavoro che diminuisce, dinamica destinata ad accelerare nei prossimi decenni.

“Questo è un problema serio perché da anni l‘Europa sta commettendo una sorta di suicidio demografico collettivo”, sostiene l‘ex politico portoghese, uno dei paesi più colpiti dalla recessione.

“Per modificare le tendenze demografiche, promuovere le nascite non è sufficiente. Bisogna farlo attraverso l‘immigrazione. In caso contrario, stiamo ostacolando la crescita e il benessere delle generazioni future”, afferma Constancio, che ha 71 anni.

DISOCCUPAZIONE GIOCA CONTRO IMMIGRAZIONE

La Bce ha lo scopo di aumentare gli sforzi per stimolare l‘economia attraverso il quantitative easing, ma anche l‘Europa ha bisogno degli Stati Uniti e delle economie cinesi come motori di crescita globale.

Constancio avverte che il potenziale di crescita economica dell‘Europa è debole, a causa di vari fattori, tra cui un mercato del lavoro in contrazione. La politica monetaria è impotente su questo fronte.

“La crescita potenziale è molto bassa e, nelle condizioni attuali, temiamo che andremo incontro a un periodo prolungato di crescita bassa”, prevede.

Le osservazioni di Constancio giungono in un periodo in cui l‘Europa vede giungere migliaia di migranti, in fuga da paesi come Siria e Afghanistan, in cerca di lavoro, un fenomeno che alimenta le tensioni tra i paesi dell‘Unione europea su come gestire o tentare di impedire l‘afflusso di persone.

La Germania ha ristabilto i controlli alle frontiere, mentre l‘Ungheria sta chiudendo il confine con la Serbia, bloccando una delle vie principali per accedere alla zona euro.

I ministri dell‘Unione europea non hanno trovato una via d‘uscita a una situazione di stallo sulla ripartizione di alcune centinaia di migliaia di persone che cercano asilo in Europa.

Constancio, ex ministro delle Finanze del Portogallo e segretario generale del partito socialista, ritiene che il tasso di disoccupazione elevato rappresenti un “drammatico... ostacolo” per l‘immigrazione, aggiungendo che la disoccupazione rischia di “destabilizzare il continente”.

La popolazione dell‘area euro l‘anno scorso è salita solo dello 0,25% e sette paesi su diciannove hanno registrato un calo. Al contrario, la popolazione degli Stati Uniti è aumentata dello 0,75%, mentre l‘Australia, che non vede una recessione dal 1991, ha registrato un aumento dell‘1,4%.

La disoccupazione in tutta la zona euro resta elevata, ma ci sono grandi differenze tra paesi, come Grecia e Spagna, che stanno ancora lottando con gli strascichi della crisi del debito, e gli stati più forti, tra cui la Germania.

L‘immigrazione rispecchia questa tendenza: le persone che si sono trasferite in Spagna sono calate fino al 2013, mentre quasi 700.000 persone si sono trasferite in Germania nello stesso anno.

Tali divergenze aggiungono tensioni tra i paesi del blocco.

Il governo di sinistra in Grecia, per esempio, ha cercato di riscrivere i termini del salvataggio economico, ma è stato respinto dalla Germania, il cui ministro delle Finanze ha anche sollevato la prospettiva in un‘uscita di Atene dall‘unione monetaria.

Constancio minimizza il rischio che questo possa mai accadere. “Non c‘è mai stato alcun dubbio, tra la maggior parte dei paesi membri, (che) l‘euro sia irreversibile”, sentenzia. “Le prospettive reali che questo accada non ci sono mai state”.

Constancio chiede infine riforme per stringere i legami tra i paesi della zona euro. Altri politici hanno avanzato l‘idea di una Tesoro centralizzato, anche se tale passo è lontano e potrebbe non concretizzarsi mai.

“Alla Bce stiamo facendo il massimo nell‘ambito del nostro mandato”, conclude Constancio, aggiungendo: “Ci sono aspettative eccessive su quello che le banche centrali possono fare”.

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