15 settembre 2015 / 11:06 / 2 anni fa

Esodati, la strana coppia sindacati-Lega protesta davanti al Tesoro

ROMA (Reuters) - L‘emergenza esodati crea alleanze trasversali e impensate come quella tra sindacati e Lega Nord che stamani si sono trovati a protestare sotto le finestre di Pier Carlo Padoan al ministero del Tesoro a tutela di quei lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione a causa della riforma previdenziale targata Elsa Fornero.

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini durante un comizio a Roma il 28 febbraio scorso. REUTERS/Max Rossi

Certo non si tratta di iniziative organizzate insieme da Matteo Salvini e da Cgil-Cigl-Uil, ma l‘obiettivo è comune: sollecitare il governo a intervenire per dare un reddito a quelle decine di migliaia di lavoratori rimasti fuori dai primi sei interventi di salvaguardia che hanno riguardato finora 170.000 persone, con uno stanziamento di circa 12 miliardi.

In una nota congiunta, diramata a protesta in corso, i ministeri del Tesoro e del Welfare ribadiscono quanto detto la scorsa settimana: “Il governo sta attualmente valutando una soluzione” per gli esodati.  

“Il ministro Padoan e il ministro Poletti stanno seguendo i lavori con l‘obiettivo di dare una risposta alle situazioni di disagio”.

I sindacati chiedono che “in tempi brevi possa essere approvata la settima salvaguardia e si arrivi ad una soluzione strutturale e definitiva per gli esodati e l‘opzione donna questi temi non vanno confusi con quello più generale del ripristino della flessibilità nell‘accesso al pensionamento”, ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, durante il presidio.

Ieri sera il premier Matteo Renzi ha confermato che nessun intervento per una uscita flessibile dal lavoro sarà inserita nella Finanziaria 2016.

La polemica sugli esodati, a dire il vero mai sopita in questi anni, si è riaccesa la scorsa settimana dopo che il Tesoro ha fatto sapere che le risorse destinate a tutelare i lavoratori esodati, e finora non utilizzate, sono tornate in pancia al ministero e non possono essere utilizzate per una nuova salvaguardia. E problemi di copertura ci sarebbero anche per estendere oltre il 2015 la cosiddetta opzione donna, ovvero la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione in anticipo a 57 anni di età e 35 di contributi, ma con l‘assegno calcolato con il sistema contributivo, dunque con una penalizzazione di circa il 30%.

Il leader della Lega, ricevuto come i sindacati dal sottosegretario al Tesoro, Pier Paolo Baretta, si è detto “insoddisfatto per le mancate risposte. Belle parole ma nessuna soluzione concreta per gli esodati”. E annuncia: “Restiamo qui ad oltranza”.

La protesta è proseguita alla Camera, dove i deputati della Lega hanno occupato i banchi del governo in aula innalzando cartelli con scritto: “Governo Renzi ladro di pensioni”.

L‘impegno a trovare una soluzione strutturale per gli esodati è arrivato anche da Filippo Taddei, responsabile economico del Pd.

(Francesca Piscioneri)

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