10 settembre 2015 / 15:25 / tra 2 anni

Banche, governo esamina decreto crisi, depositi garantiti fuori da bail-in

ROMA (Reuters) - All‘ordine del giorno del consiglio dei ministri di questa sera l‘esame preliminare del decreto legislativo che attua la delega per recepire in Italia la legge di delegazione europea sulle risoluzioni delle crisi banche che dal 2016 introduce nel sistema il meccanismo del bail-in.

E’ quanto si legge in un comunicato diramato da palazzo Chigi poco prima dell‘inizio della riunione di governo.

Secondo il provvedimento, di cui Reuters ha visto una bozza, sono esclusi dal concorso al ripianamento del dissesto della banca: i depositi protetti, cioè fino a 100.000 euro; le passività garantite; le passività interbancarie con scadenza originaria inferiore a sette giorni.

La Banca d‘Italia, che agisce come autorità di risoluzione, può “escludere eccezionalmente, in tutto o in parte, dall‘applicazione del bail-in ulteriori passività, sempre che sia effettuato un bail-in pari ad almeno l‘8% del totale passivo”, spiega la relazione illustrativa del provvedimento.

Se si configura questo caso, il fondo di risoluzione può intervenire a copertura del fabbisogno di capitale contribuendo per non più del 5% del totale passivo.

Il meccanismo del bail-in è una delle misure che possono essere adottate nell‘ambito di un programma di risoluzione di una crisi bancaria, che deve essere adottato da Banca d‘Italia e approvato dal Tesoro.

Bankitalia deve adottare le misure di risoluzione per tentare il salvataggio della banca in dissesto o per portarla alla liquidazione.

Oltre al bail-in, Bankitalia può disporre della cessione totale o parziale a un privato delle azioni; creare una bridge-bank, un ente ponte, a cui cedere attività mantenendo la continuità delle funzioni essenziali dell‘intermediario in crisi quando non ci sono le condizioni di mercato per trovare un compratore; creare una società veicolo per la gestione delle attività (bad bank) a cui cedere in blocco alcuni beni e rapporti giuridici della banca soggetta a risoluzione in modo da massimizzarne il valore nel tempo in vista di una successiva valorizzazione.

La legge di delegazione europea, al cui interno c‘è la delega al governo per recepire queste nuove norme europee sulle banche, era stata approvata lo scorso 2 luglio in via definitiva alla Camera.

Il decreto, dopo l‘esame al consiglio di questa sera, dovrà ricevere il parere delle competenti commissioni parlamentari prima del via libera definitivo da parte dell‘esecutivo.

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