12 agosto 2015 / 11:16 / 2 anni fa

INSIGHT-Cina, pressioni su banca centrale per nuova svalutazione yuan

PECHINO (Reuters) - La decisione delle autorità cinesi di svalutare il cambio dello yuan riflette una crescente pressione all‘interno degli ambienti governativi di avere una valuta più debole a sostegno delle esportazioni destinata a continuare nei prossimi mesi.

Lo riferiscono alcune fonti coinvolte nelle decisioni di politica monetaria, sottolineando che nonostante il cambio abbia lasciato sul terreno quasi 4% nelle ultime due sedute, quando la banca centrale ha annunciato la svalutazione, alcune influenti voci all‘interno del governo chiedono ulteriori interventi al ribasso.

Secondo le fonti, che offrono una visione assai rara di quello succede dietro le quinte a Pechino, ci sarebbero addirittura pressioni per una svalutazione complessiva dello yuan di quasi 10%.

“All‘interno del governo c‘era chi chiedeva per il cambio una maggiore flessibilità o una svalutazione appropriata per stabilizzare la domanda esterna e la crescita” ha detto un economista senior di un ‘think-tank’ governativo di consulenza su temi di politica monetaria.

“Penso che una svalutazione dello yuan entro il 10% sia gestibile. Il deprezzamento deve essere sufficiente da stimolare le esportazioni”, aggiunge.

Il ministero del Commercio ha oggi lodato ufficialmente la misura adottata ieri dalla banca centrale, definendola positiva per il canale export. Sembra sia stato proprio dal dicastero che giungessero le richieste più pressanti perché Pechino abbandonasse la politica di uno yuan forte.

Reuters non ha potuto verificare l‘effettiva influenza del mistero del Commercio nella decisione sulla svalutazione, ma secondo le fonti i suoi funzionari starebbero cantando vittoria dopo la lunga campagna di lobby condotta contro la politica della banca centrale.

L‘istituto centrale ha finora voluto mantere la forza del cambiolo rispondendo a richieste del partito comunista, che si è dato l‘obiettivo di spostare dalle esportazioni alla domanda interna il fattore trainante dell‘economia.

Un cambio forte aumenta il potere d‘acquisto dei consumatori sul mercato interno, aiuta le imprese a ottenere prestiti e investire all‘estero e aumenta l‘utilizzo della valuta cinese da parte di imprese e governi esteri.

Anche se l‘ipotesi di una svalutazione è stata in più occasione esclusa dal primo ministro Li Keqiang, l‘aumento dei rischi sulla crescita, aggravati dalle recenti turbolenze del mercato azionario, ha aumentato la pressione per un cambio di politica, hanno detto le fonti.

“Gli esportatori subiscono una grande pressione e anche l‘economia è sotto una grande pressione al ribasso”, dice il ricercatore di una società di consulenza del ministero del Commercio.

“Lo yuan è svalutato solo leggermente rispetto al dollaro, ma ha guadagnato nettamente rispetto alle altre valute. L‘economia e il commercio non sono più forti: perché dovrebbe essere forte lo yuan?”, aggiunge.

Secondo la banca centrale, si tratta di una misura ‘una tantum’ nell‘ambito di un nuovo sistema di gestione dei cambi volto a rendere la valuta più sensibile alle forze del mercato.

Pechino guida il mercato giornaliero impostando un ‘punto medio’ per lo yuan contro dollaro, nei confronti di cui è consentita un‘oscillazione giornaliera massima del 2%.

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