11 agosto 2015 / 07:17 / tra 2 anni

Borsa Milano limita calo grazie ad energetici, male lusso su yuan

MILANO (Reuters) - Piazza Affari procede in moderato calo, facendo un po’ meglio delle altre borse europee, maggiormente penalizzate dalla decisione della Cina di svalutare lo yuan.

Un trader al lavoro a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Scarso l‘impatto del raggiungimento di un accordo definitivo fra Grecia e creditori internazionali.

Un temporaneo peggioramento dei mercati si è registrato dopo la pubblicazione dell‘indice Zew di luglio, che ha deluso le attese.

A sostenere il listino milanese sono soprattutto gli energetici.

I volumi sottili, tipici del periodo attorno a Ferragosto, sottolineano gli operatori, accentuano i movimenti erratici, ma, al contempo, l‘assenza di parecchi investitori invita alla prudenza e a mettersi alla finestra.

Attorno alle ore 12, l‘indice FTSE Mib perde lo 0,4% circa, l‘AllShare lo 0,4% circa e il Mid Cap lo 0,2% circa.

Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 cede l‘1% circa.

Volumi per un controvalore di circa 940 milioni di euro.

I futures sugli indici di Wall Street fanno pensare a un avvio di seduta in ribasso.

Obbligazionario Usa in rialzo: il benchmark decennale guadagna 17/32 e rende il 2,17%.

La svalutazione dello yuan colpisce soprattutto il lusso: segno meno per FERRAGAMO, MONCLER, TOD‘S e YOOX. Secondo un report di Exane Bnp Paribas, l‘esposizione delle società europee del lusso alla Cina va da un minimo del 2% (Luxottica) a un massimo del 15% (Tod‘s).

Tra le società esportatrici in rosso LUXOTTICA e CAMPARI.

In sofferenza anche l‘automotive: il settore in Europa lascia sul terreno il 3,7% circa. Limitano i danni, ma sono comunque negativi, FCA, CNH INDUSTRIAL e PIRELLI. Pesante BREMBO.

FINMECCANICA risente di un downgrade da parte di Goldman Sachs.

Banche poco mosse: il paniere arretra dello 0,2% circa, con INTESA SANPAOLO che fa poco meglio di UNICREDIT.

In controtendenza MONTEPASCHI. Fuori dal paniere principale spiccano le performance di CARIGE e BANCA SISTEMA.

Complessivamente reggono gli energetici: in denaro TENARIS, SAIPEM ed ENEL GREEN POWER; ENI in linea con la borsa; piatte ENEL e A2A. Prosegue la corsa di SARAS.

Spunti per DIASORIN, spinta da un upgrade di Morgan Stanley, e AMPLIFON.

Tra le small cap, ZUCCHI beneficia delle indiscrezioni di stampa sulla cessione della controllata Mascioni.

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