29 luglio 2015 / 12:55 / 2 anni fa

Senato, nasce gruppo Verdini, sosterrà riforma Costituzione di Renzi

ROMA (Reuters) - Il governo di Matteo Renzi potrà contare sull‘appoggio di 10 nuovi senatori del centrodestra per fa approvare a Palazzo Madama la modifica della Costituzione, dopo che oggi l‘ex braccio destro di Silvio Berlusconi, Denis Verdini, ha annunciato la formazione del gruppo parlamentare Ala, “Alleanza liberalpopolare-Autonomie”.

L'ex Forza Italia Denis Verdini. REUTERS/Alessandro Bianchi

Il gruppo dei “verdiniani” non voterà la fiducia al governo, ma rafforzerà la sua maggioranza in Senato, dove ha solo 9 voti di scarto, nel prossimo passaggio della riforma che abolisce il bicameralismo perfetto, controbilanciando i circa 20 senatori del Pd contrari all‘attuale versione della legge.

Un analogo gruppo potrebbe formarsi la prossima settimana alla Camera, dove tuttavia Renzi ha una maggioranza più solida.

“E’ uno strappo e come tutti gli strappi addolora e fa male. Ho una grandissima lealtà che mi lega a Berlusconi ma vediamo le cose in maniera diversa”, ha detto Verdini oggi in conferenza stampa.

Gli altri nove senatori del gruppo sono alcuni del Gal (eletti con il Pdl) e altri, sempre di centrodestra, del gruppo misto.

Verdini, fiorentino come Renzi, ha favorito a inizio 2014 la stipula del cosiddetto “Patto del Nazareno” tra Berlusconi e il premier per votare assieme in Parlamento un pacchetto di riforme tra cui quella elettorale e della Costituzione.

Forza Italia ha poi cambiato idea a gennaio, dopo l‘elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica, contestata dal centrodestra, e alla Camera ha votato contro la legge elettorale, sostenuta in precedenza. La legge è stata approvata con il voto di fiducia della maggioranza a maggio.

Verdini ha contestato la rottura e la scorsa settimana ha comunicato a Berlusconi che se ne sarebbe andato dal partito.

Oggi ha spiegato: “Il disegno di legge Boschi [di riforma della Costituzione] va approvato così com‘è e, se non venisse approvato, si tornerebbe nel pantano”.

“MA NON ENTREREMO NEL PD”

“Ma voglio dire una cosa per tranquillizzare gli amici della sinistra Pd: nessuno di noi ha desiderio di iscriversi al Pd”, ha aggiunto, riferendosi alla minoranza democratica, critica con le riforme istituzionali che accusa Renzi di cercare una sponda nei transfughi di centrodestra.

Verdini non ha voluto dire se Ala sosterrà altre riforme del governo, a cominciare da quella della Rai, in discussione al Senato da oggi.

Secondo l‘esponente della minoranza Pd in Senato, Michele Gotor, Renzi ha maggiori chance di far passare la terza lettura della riforma: “Ora con i verdiniani la legge potrebbe passare al Senato per 4-5 voti, ma il Pd pagherebbe un prezzo politico molto alto”.

Prima della rottura del Patto del Nazareno, Forza Italia ha votato il ddl in prima e seconda lettura. I passaggi sono quattro.

Renzi ha aperto ad alcune modifiche e per questo il voto è slittato da luglio a settembre, dopo l‘estate.

Il premier punta al via libera definitivo a inizio 2016, in modo da sottoporre la riforma a referendum popolare con la prossima tornata di elezioni amministrative a primavera.

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