13 luglio 2015 / 09:54 / 2 anni fa

Grecia, raggiunto accordo con zona euro per salvataggio da 86 miliardi

BRUXELLES (Reuters) - I leader della zona euro hanno raggiunto un accordo con la Grecia per negoziare un terzo bailout da 86 miliardi di euro e mantenere il paese nella moneta unica, dopo una notte trascorsa a trattare in una riunione di emergenza.

Pensionati greci ricevono dal funzionario di una banca biglietti con numeri progressivi per fare la fila in attesa di ricevere parte delle loro pensioni, ad Atene. REUTERS/Yiannis Kourtoglou

I termini imposti dai creditori internazionali obbligano il primo ministro greco Alexis Tsipras ad abbandonare le promesse di chiudere con l‘austerità e potrebbero provocare anche una rottura all‘interno del governo.

“Chiaramente ha vinto l‘Europa dell‘austerity”, ha detto il ministro delle Riforme George Katrougalos a Bbc radio: “E’ un accordo a cui praticamente siamo stati costretti”.

Se il summit avesse fallito, la Grecia sarebbe finita in un abisso economico, con le banche sull‘orlo del collasso e la prospettiva di dover stampare valuta parallela, in vista di un‘uscita dalla moneta unica.

“L‘accordo è stato laborioso, ma è stato concluso. Non ci sarà una Grexit”, ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

“In questo compromesso, non ci sono vincitori né perdenti”, ha detto Juncker. “Non penso che i greci siano stati umiliati, né che gli altri abbiano perso la faccia. E’ un tipico accordo europeo”.

Lo stesso Tsipras, eletto cinque mesi fa per mettere fine a cinque anni di austerità soffocante, ha insistito sul fatto di aver “combattuto” col suo team “una dura battaglia”, in cui si sono dovute prendere decisioni difficili.

Ora i colloqui per raggiungere il bailout potrebbero durare anche 4 settimane, come ha detto il presidente dell‘Ecofin Jeroen Dijsselbloem, confermato oggi nel suo incarico.

Tsipras ha raggiunto un accordo per ricevere 86 miliardi di euro in tre anni, oltre all‘assicurazione che i ministri della zona euro inizino a discutere nelle prossime ore i termini di un prestito ponte fino al bailout, che deve avere l‘approvazione parlamentare. Il capo dell‘Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha confermato che nelle prossime ore i ministri si incontreranno per valutare proprio la possibilità del nuovo finanziamento ponte.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto di avere “piena fiducia” nel fatto che il Bundestag autorizzi l‘apertura di un prestito ad Atene una volta che il parlamento greco avrà approvato l‘intero programma e varato le prime leggi. Secondo il segretario generale dei conservatori, il voto del parlamento tedesco è atteso per venerdì.

Dal canto suo, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha ricordato che “per uscire dalla crisi, e non mi riferisco solo alla Grecia ma all‘Europa, c‘è necessità di tornare a investire sulla crescita e questo lo stiamo facendo poco”.

COMPROMESSO

I funzionari Ue hanno spiegato che Tsipras ha accettato un compromesso sulle richieste per racchiudere asset statali greci per un valore di 50 miliardi di euro -- comprese le banche ricapitalizzate -- in un trust, per essere rivenduti in primo luogo per ripagare il debito. Circa 12,5 miliardi di euro andrebbero comunque in investimenti in Grecia, ha spiegato la Merkel.

Nel proposto bailout da 86 miliardi, il leader greco ha dovuto mettere da parte la sua resistenza verso il ruolo del Fondo monetario internazionale, che la Merkel ha definito essenziale per ottenere il sostegno parlamentare a Berlino.

Per capire quanto sarà duro per Tsipras convincere Syriza, il suo partito, ad accettare l‘accordo, basti pensare che il ministro del Lavoro Panos Skourletis ha detto stamani che i termini sono inattuabili e che porteranno a nuove elezioni quest‘anno mentre l‘ala sinistra del partito sta valutando il voto contrario al bailout. Anche il partito di destra Anel, membro della maggioranza di governo, potrebbe non appoggiare l‘accordo che invece è sostenuto da forze moderate d‘opposizione. Solo Francia e Italia hanno lavorato per tentare di alleggerire i termini imposti alla Grecia.

Prima che possano iniziare i nuovi colloqui per il terzo piano di salvataggio, sei misure, tra cui il taglio della spesa, l‘aumento delle tasse e la riforma delle pensioni, dovranno essere promulgate entro mercoledì notte e l‘intero pacchetto approvato dal Parlamento.

I ministri della Finanze Ue hanno precisato che la Grecia ha bisogno di 7 miliardi di euro di finanziamenti entro il 20 luglio e un totale di 12 miliardi di euro entro metà agosto, quando scadranno le rate in pagamento alla Bce.

Le banche greche, rimaste chiuse nelle ultime due settimane dopo un‘ondata di prelievi che ha minacciato di far collassare il sistema, non apriranno almeno fino a mercoledì compreso.

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