8 luglio 2015 / 06:58 / 2 anni fa

Mafia, Dia sequestra beni per 1,6 miliardi a imprenditori Palermo

PALERMO (Reuters) - La Direzione investigativa antimafia di Palermo ha sequestrato beni per oltre 1,6 miliardi di euro a una famiglia di imprenditori che si sarebbe aggiudicata lavori e appalti pubblici nell‘edilizia grazie all‘appoggio di Cosa Nostra.

Lo ha annunciato la stessa Dia, precisando che la misura di prevenzione patrimoniale, emessa dal Tribunale di Palermo, ha interessato tre trust, beni immobili e mobili, diverse decine di conti correnti e una trentina di imprese riconducibili agli imprenditori in questione che avrebbero fatto parte della famiglia mafiosa di Marineo (Palermo), legata al mandamento di Corleone.

Gli investigatori hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa che i cinque fratelli in questione, tra i 66 e i 78 anni, con le loro imprese avrebbero partecipato da sempre alla spartizione degli appalti pubblici, attraverso il cosiddetto ‘sistema Siino’, raccogliendo un patrimonio “vastissimo” grazie all‘accordo con Cosa Nostra e a uomini vicini a Totò Riina.

“SI FINGEVANO VITTIME RACKET”

“Il patrimonio accumulato è ingiustificabile”, ha commentato il colonnello Riccardo Sciuto, dirigente della Dia di Palermo, spiegando che la famiglia di imprenditori aveva anche “ritenuto di avvicinarsi alle associazioni antiracket, denunciando qualche episodio estorsivo”.

Si sarebbe trattato del “tentativo della mafia di diventare antimafia per restare sostanzialmente Cosa Nostra: si è trattato di una vera e propria strategia, un tentativo messo in atto probabilmente per affrancarsi dalle indagini sul loro conto”, ha aggiunto Sciuto.

Nel corso delle indagini gli investigatori avrebbero anche scoperto che gli imprenditori di Marineo avrebbero dirottato su tre trust una ingente parte dei loro beni per occultarli: “Ad amministrare i tre trust era comunque il loro commercialista”, ha spiegato il generale Adelmo Lusi, vice direttore operativo della Dia.

“Quello di oggi è certamente uno dei più ingenti sequestri mai effettuati. Una somma enorme per un nucleo familiare che fino a 30 anni fa aveva al suo interno carpentieri, manovali, casalinghe”, ha aggiunto Lusi.

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