5 luglio 2015 / 17:39 / tra 2 anni

Grecia, "no" in vantaggio nel referendum

ATENE (Reuters) - Nel referendum greco sulla proposta di accordo fatto dai creditori ad Atene, che ha visto un‘affluenza intorno al 65%, il “no” è in vantaggio, in base ad alcuni sondaggi e allo spoglio delle prime schede.

I primi risultati del referendum proiettati ad Atene. REUTERS/Yannis Behrakis

Con il 10% dei voti scrutinati, il “no” è in testa con il 59,8%, mentre il “sì” si attesta al 40,1%.

Anche tre diversi sondaggi pubblicati da Gpo, Metron Analysis e Mrb mostrano tutti il no avanti con un margine di circa tre punti.

Un sondaggio di Marc stima il no in una forchetta compresa fra il 49,5 e il 54,5%, mentre il sì sarebbe nella forchetta compresa fra il 45,5 e 50,5% dei voti, in base a interviste condotte nel corso della settimana. I sondaggi sono stati annunciati ora per il divieto di renderli noti nel giorno precedente il voto.

Nikos Filis, portavoce del partito Syriza, ha detto che i risultati dei sondaggi dovrebbero consentire al governo di muoversi velocemente per raggiungere un accordo con i creditori.

“Penso che siano una guidance per il governo”, ha detto.

Le banche greche, che sono rimaste chiuse per tutta la settimana e hanno razionato i prelievi al bancomat, dovrebbero finire la liquidità se la Banca centrale europea non fornirà linee di credito di emergenza.

Il portavoce della banca centrale greca ha reso noto che l‘istituto presenterà una richiesta alla Bce per chiedere di aumentare il programma Ela.

“La Banca di Grecia farà la richiesta oggi, e crediamo che siano ragioni valide per avere un aumento della liquidità Ela, non c‘è ragione per non aumentare la liquidità”, ha detto Gabriel Sakellaridis alla tv Ant1.

I partner di Atene la scorsa settimana hanno ammonito che la vittoria del “no” significherebbe tagliare i ponti con l‘Europa e portare il sistema finanziario greco verso la bancarotta.

Se confermato, il risultato sarebbe anche un colpo per il grande progetto della moneta unica per la zona euro. Pensata per essere permanente e infrangibile quando è stata creata 15 anni fa, la zona euro potrebbe essere ora sul punto di perdere il suo primo membro.

Intanto, il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno annunciato che si incontreranno domani a Parigi per discutere i risultati del voto.

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