1 luglio 2015 / 12:00 / tra 2 anni

Blitz antiterrorismo, arresti in prima inchiesta su Is e foreign fighter

MILANO (Reuters) - Il gip di Milano ha emesso 10 ordinanze di custodia in carcere nei confronti di persone accusate di terrorismo internazionale e di essere ‘foreign fighter’ pronti a combattere nei territori occupati dallo Stato islamico, nella prima inchiesta italiana che ricostruisce i movimenti dei combattenti jihadisti stranieri.

Fumo sulla cittadina siriana di Kobane, dopo un attacco dei militanti di Stato Islamico. REUTERS/Stringer

Lo ha riferito il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, aggiungendo che gli arresti effettuati sono cinque (quattro in Italia e uno in Albania), mentre altre cinque persone risultano latitanti in Siria. “Non sono emersi elementi di progettazione di attentati in Italia”, ha inoltre sottolineato il magistrato in una conferenza stampa.

L‘inchiesta riguarda un‘italiana -- Maria Giulia Sergio, tra i destinatari dell‘ordinanza di arresto insieme al marito albanese Aldo Kobuzi, entrambi latitanti -- convertitasi all‘Islam e partita per la Siria subito dopo essersi sposata nel settembre 2014. Le persone arrestate sono i suoi genitori e la sorella, oltre ad un parente di parte albanese, ritenuti pronti a partire per il Califfato. Tra gli altri destinatari dell‘ordinanza c‘è anche una donna canadese, che avrebbe avuto un ruolo determinante nella conversione e nella radicalizzazione della giovane e della sua famiglia.

RICOSTRUITA NEI DETTAGLI VITA IN TERRITORI OCCUPATI DA IS

“E’ la prima indagine in Italia relativa all‘associazione terroristica Stato islamico e tra le prime a livello Ue”, ha precisato Romanelli. Le accuse a vario titolo sono di associazione con finalità di terrorismo e di organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo.

L‘indagine, grazie alle intercettazioni di conversazioni in italiano, ha ricostruito per la prima volta nei dettagli la vita nei territori occupati dall‘Is e come funziona la filiera del reclutamento dei foreign fighter, che avviene tramite un coordinatore che dalla Turchia li smista a seconda della loro provenienza.

“Lo Stato islamico è una struttura in grado di poter garantire qualsiasi tipo di esigenza”, ha spiegato Lamberto Giannini, direttore del servizio centrale antiterrorismo della polizia. “L‘idea è quella di uno stato assistenziale con un welfare molto spinto”.

L‘indagine ha inoltre rilevato come l‘attività di radicalizzazione e indottrinamento sia avvenuta soprattutto via Web, da parte di una donna nei confronti di donne.

CARABINIERI ARRESTANO DUE MAGHREBINI

Sempre relativamente al proselitismo, oggi i carabinieri del Ros hanno arrestato due maghrebini, indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale, su ordine della procura di Roma.

“Al centro delle investigazioni, una cellula di matrice qaedista dedita al proselitismo, indottrinamento e addestramento mediante un sito internet creato e gestito dagli stessi indagati”, si legge in una nota dell‘Arma. “La cellula si proponeva anche la pianificazione ed esecuzione di atti terroristici in Italia e in Nord Africa”, spiega il comunicato. “Durante le indagini, la collaborazione con le autorità marocchine ha consentito di sventare, nel 2012, un attentato terroristico al mawazine festival di Rabat”.

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