29 giugno 2015 / 17:13 / 2 anni fa

Iniziato recupero 700 corpi immigrati annegati in Mediterraneo

ROMA (Reuters) - Sono iniziate nello Stretto di Sicilia le operazioni di recupero dei corpi dal peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 con circa 700 immigrati a bordo.

Lo riferisce la Marina militare, dando conto dell‘operazione annunciata dal premier Matteo Renzi nel quadro dell‘intervento umanitario dell‘Italia sul fronte dell‘immigrazione.

Il peschereccio di 20 metri era affondato mentre si avvicinava ad una nave mercantile giunta in suo soccorso. Il naufragio, uno dei più letali mai avvenuti nel Mediterraneo da decenni, è diventato un simbolo della crisi migratoria in Europa.

“Il recupero dei corpi adagiati sul fondo, a circa 370 metri, nelle vicinanze del peschereccio sono affidate alla Marina Militare che opererà con il cacciamine Gaeta, una unità navale da ricerca costiera – nave Leonardo, e nave Gorgona come unità di supporto oltre ad un team del Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin”, dice la nota.

Renzi ha detto di volere recuperare il vascello affinché “tutto il mondo veda quanto è accaduto”. L‘Italia accusa i governi europei di non fare abbastanza per aiutarla a contrastare il flusso dei migranti, che provengono soprattutto da Africa e Medio Oriente.

Gli sforzi per stabilire quote obbligatorie di richiedenti asilo politico per ogni paese Ue sono stati respinti a favore di un sistema volontario.

Circa 60.000 migranti sono arrivati in Italia via nave dal Nordafrica quest‘anno, dopo che nel 2014 ne erano abarcato 170.000, e circa 2000 sono morti, secondo stime ufficiali.

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