March 27, 2020 / 2:54 PM / 4 months ago

BREAKINGVIEWS - Le divisioni interne alla Ue faranno salire il conto della crisi

MILANO (Reuters Breakingviews) - L’Unione europea corre il rischio di trasformare una crisi sanitaria in un disastro economico duraturo. Ieri i leader della Ue non sono stati in grado di accordarsi su una risposta fiscale congiunta all’epidemia di Covid-19 che sta devastando il continente. Nonostante l’intervento muscolare della Banca centrale europea, l’inerzia dei governi europei renderà più difficile, per l’Italia e per altri paesi indebitati della zona euro, aumentare la spesa pubblica per sostenere le economie nazionali colpite dall’emergenza.

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli gestisce una sessione straordinaria a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir

La crisi del coronavirus ha fatto riemergere vecchie divisioni interne alla zona euro. I leader di nove stati membri tra cui Italia, Francia e Spagna hanno chiesto la creazione di uno strumento di debito congiunto per far fronte a una crisi che, secondo gli economisti di Goldman Sachs, potrebbe causare una contrazione del 9% dell’economia della zona euro quest’anno. Questi paesi rappresentano da soli quasi il 60% del prodotto interno lordo del blocco della moneta unica. Ma i leader di Germania e Paesi Bassi sono contrari a questa idea e preferirebbero che i paesi in difficoltà richiedessero singolarmente linee di credito di emergenza offerte, a certe condizioni, dai fondi di salvataggio già esistenti.

I paesi che si oppongono all’idea di uno strumento di debito congiunto europeo fanno presente come la Bce abbia già incrementato il suo programma di acquisto di obbligazioni a 1.100 miliardi di euro, cifra che potrebbe ancora aumentare. Questo dovrebbe rendere più semplice per i diversi paesi sostenere debiti più elevati.

Ma questa tesi inizia già a scricchiolare. Oggi la Grecia ha annullato un’emissione in programma nei prossimi mesi a causa del coronavirus. Il differenziale di rendimento fra il decennale italiano e il suo equivalente tedesco, che si era ridotto a seguito dell’intervento della Bce, è tornato a salire dopo l’inconcludente vertice Ue.

I Paesi europei hanno bisogno di fiducia per aumentare la spesa a favore del sistema sanitario e finanziare il sostegno a lavoratori e aziende. Secondo l’ex numero uno della Bce, Mario Draghi, non si dovrebbero porre limiti ad un veloce aumento della spesa pubblica. Tuttavia il rischio è che l’Italia, con un debito pubblico del 135% del Pil, si senta frenata. Finora Roma ha approvato solo 25 miliardi di euro di maggiori spese per far fronte alla peggiore crisi dalla seconda guerra mondiale: rappresentano l’1,4% del Pil annuo italiano. La Germania, al contrario, potrebbe emettere debito fino al 10% del suo Pil.

Se la zona euro non mostrerà una maggiore solidarietà, alcuni stati membri rischiano di non essere in grado di evitare una vera e propria depressione economica. I costi economici e politici di un simile fallimento sarebbero enormi.

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Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia, michela.piersimoni@thomsonreuters.com

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