December 3, 2019 / 1:19 PM / 5 days ago

Breakingviews: UniCredit, nuova strategia come antidoto contro bassa crescita

Il logo Unicredit su un poster a Milano . REUTERS/Stefano Rellandini

LONDRA, (Reuters) - (L’autore è un’editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni qui espresse sono le sue)

UniCredit sta uscendo dalla modalità ristrutturazione. L’impegno da 8 miliardi di euro in dividendi e riacquisto di azioni annunciato oggi, infatti, dovrebbe tirare su il morale ai soci della più grande banca italiana. Considerando che i tassi di interesse molto bassi limiteranno la crescita, il regalo di Natale è servito.    Dopo aver ridotto lo stock di crediti deteriorati di 50 miliardi di euro, il Ceo di UniCredit Jean Pierre Mustier ha promesso di aumentare i dividendi a 6 miliardi di euro tra il 2020 e il 2023 e ricomprare azioni proprie per altri 2 miliardi di euro. Ciò dovrebbe migliorare l’appetibilità del titolo della banca italiana, il cui rendimento medio dei dividendi del 2,3% negli ultimi cinque anni è la metà di quello del Banco Santander o Société Générale, secondo i dati di Refinitiv.    

D’altro canto i ricavi e gli utili di UniCredit dovrebbero invece migliorare marginalmente. L’istituto punta a 19,3 miliardi di euro di ricavi entro il 2023, ovvero un tasso di crescita annuo composto dello 0,8%. Rettificato per le voci non operative, l’utile netto dovrebbe raggiungere solo i 5 miliardi di euro rispetto all’obiettivo di 4,7 miliardi di euro nel 2019. Nonostante gli 8.000 tagli al personale, i costi rimarranno sostanzialmente stabili.    

Le deboli prospettive di crescita non sono però da attribuire a UniCredit. I tassi di interesse più bassi, infatti, indicano che il margine tra ciò che le banche fanno pagare per i prestiti e ciò che pagano ai risparmiatori si assottiglia. Il ritorno sul capitale della banca si prevede che sarà pari o superiore all’8% del patrimonio netto tangibile, non sufficiente a coprire il costo del capitale.    

Per contrastare questa tendenza, quindi, UniCredit sta cercando di rinnovare la sua struttura interna. L’idea è di raggruppare le sue attività estere, con l’eccezione della Turchia, in una subholding non quotata con sede in Italia e limitare i prestiti infragruppo. Il consolidamento delle attività più preziose della banca dovrebbe facilitare la loro vendita se la banca avesse bisogno di capitale.    Questi passaggi dovrebbero far guadagnare a UniCredit alcuni bonus con i regolatori. Infatti, prendendo atto degli sforzi compiuti dalla banca italiana in passato per ridurre il rischio, la Banca centrale europea ha accettato di abbassare i buffer di capitale obbligatori di UniCredit. In futuro, a UniCredit potrebbe essere chiesto di emettere un minor numero di bond per soddisfare le regole sul capitale per le grandi banche, chiamate MREL, in arrivo.    

Emettere meno capitale significa ridurre i costi di finanziamento della banca, il che dovrebbe offrire una certa protezione agli utili, in un contesto in cui i ricavi faticano ad aumentare. UniCredit, pertanto, dovrebbe sperare che gli investitori si concentrino su questo e sul rendimento del dividendo, piuttosto che sulla top line.

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