November 6, 2019 / 11:57 AM / a month ago

Fincantieri, perquisizioni Gdf Venezia su 19 subaffidatarie

MILANO (Reuters) - La Guardia di finanza di Venezia sta eseguendo 80 perquisizioni nell’ambito di un’indagine per reati di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false su 19 società di cantieristica navale che lavorano per conto di Fincantieri.

Il logo Fincantieri in un cantiere navale a Monfalcone vicino Trieste. REUTERS/Alessandro Bianchi

Le perquisizioni sono effettuate su delega della procura di Venezia in Veneto, Friuli, Liguria, Marche, Campania, Puglia e Sicilia, dice una nota della procura di Venezia, aggiungendo che le attività della polizia giudiziaria riguardano anche 12 dirigenti e funzionari di Fincantieri.

In una nota Fincantieri rivendica l’estraneità ai fatti oggetto dell’indagine e auspica che venga dimostrata anche quella dei propri dipendenti, assicurando piena collaborazione agli inquirenti.

“Laddove invece le accuse venissero confermate, la società adotterà immediati provvedimenti nei confronti di dipendenti che si fossero resi responsabili di condotte illecite, lesive dell’immagine della società” si legge nella nota.

Nell’ambito della stessa indagine la Guardia di finanza ha eseguito l’ordinanza del Gip del tribunale di Venezia di arresti domiciliari per un cittadino bengalese e di sequestro preventivo di 200.000 euro per il reato di sfruttamento della manodopera.

Le indagini, per le quali sono indagati 34 soggetti, hanno consentito di acquisire gravi indizi di un sistematico sfruttamento di numerosi lavoratori stranieri, in particolare bengalesi e albanesi, dipendenti di imprese gestite da connazionali impiegati nell’esecuzione di lavori connessi alla realizzazione delle navi da crociera presso i cantieri di Fincantieri a Marghera, secondo la nota della Procura.

Lo sfruttamento si sarebbe realizzato retribuendo i lavoratori con il sistema della “paga globale”, per effetto del quale nelle buste paga venivano certificati i compensi in base al contratto nazionale ma in realtà veniva corrisposto un importo “di gran lunga inferiore”.

Per garantire la corrispondenza tra importi pagati e quelli indicati in busta si indicavano voci stipendiali fittizie o un numero di ore lavorate inferiore a quelle effettivamente prestate.

Per ultimare i lavori nelle ristrette tempistiche concordate le società sub-affidatarie avrebbero impiegato un maggior numero di dipendenti retribuiti con il sistema della paga globale conseguendo così un maggior compenso, parte del quale sarebbe stato retrocesso a dirigenti di Fincantieri.

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Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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