October 31, 2019 / 6:41 AM / 19 days ago

Cosa guida le trattative di fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot?

MILANO/PARIGI (Reuters) - Fiat Chrysler e Psa, che controlla la casa automobilistica francese Peugeot, hanno in corso trattative per una potenziale integrazione che porterebbe alla creazione di un gigante da 50 miliardi di dollari, meglio posizionato per affrontare le sfide tecnologiche e di regolamentazione dell’industria automobilistica globale.

I logo Fiat e Peugeot. REUTERS/Regis Duvignau

Questa mossa giunge meno di cinque mesi dopo il fallimento dei colloqui per una fusione tra Fca e Renault, con il gruppo italo-americano che ha puntato il dito contro gli interventi di funzionari del governo francese.

FATTI E NUMERI:

Psa ha registrato l’anno scorso ricavi per 74 miliardi di euro vendendo 3,9 milioni di veicoli.

Impiega 211.000 persone.

I suoi marchi comprendono Peugeot, Citroen, Opel e Vauxhall.

Fca nel 2018 ha generato ricavi netti pari a 110 miliardi di euro con 4,8 milioni di veicoli venduti.

I dipendenti sono in totale 199.000.

Tra i suoi marchi figurano Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, Jeep, Ram, Lancia e Maserati.

PERCHÉ FCA E PSA VOGLIONO UNIRSI?

L’industria automobilistica è alle prese con un rallentamento dovuto alla stagnazione delle vendite nei mercati maturi e a un raffreddamento della crescita in paesi come la Cina, che aveva contribuito a sostenere l’espansione.

La settimana scorsa Ford è stato l’ennesimo grande produttore di auto a lanciare un profit warning.

Il settore è costretto anche a reinventarsi alla luce dello scandalo delle emissioni di Volkswagen, noto come “Dieselgate”, e di più generali preoccupazioni ambientali.

Le case automobilistiche europee hanno aspettato fino all’ultimo minuto per tentare di mettersi in pari con gli ambiziosi obiettivi di emissioni Ue e rischiano multe per miliardi di dollari se non riescono ad adeguarsi. L’Ue ha imposto un taglio delle emissioni del 40% tra il 2007 e il 2021.

Il principale vantaggio di una fusione per Peugeot sarebbe l’ingresso nel business altamente redditizio di Fca in Nord America, con i furgoni Ram e il marchio Jeep.

Fca genera il 66% dei suoi ricavi dal Nord America rispetto ad appena il 5,7% di Psa, secondo dati di Refinitiv Eikon. L’Europa rimane il principale driver di fatturato per Psa.

A Fca manca un’adeguata tecnologia verde e beneficerebbe delle competenze di Psa, che ha già prodotto la Peugeot e-208 e la Opel Corsa-e mini.

Per certi aspetti, Renault potrebbe essere un partner più adatto per Fca, offrendo una maggiore esposizione all’Asia attraverso la partnership con Nissan. Si tratta anche di un pioniere nel settore delle auto elettriche dotate di tecnologie per motori relativamente a basso consumo di carburante e con una forte presenza nei mercati emergenti.

PERCHÉ QUESTA FUSIONE POTREBBE AVERE SUCCESSO MENTRE I COLLOQUI CON RENAULT SONO FALLITI?

Psa è un partner potenzialmente più stabile della rivale francese Renault, che si sta ancora riprendendo dalla perdita del numero uno Carlos Ghosn, che dovrà affrontare un processo in Giappone per le accuse di illeciti finanziari, da lui respinte. La perdita di Ghosn ha messo a nudo le tensioni tra Renault e la partner Nissan.

Con il rallentamento del mercato e i target sulle emissioni che incombono, trovare finalmente un accordo diventa sempre più urgente.

QUALI SONO GLI OSTACOLI PRINCIPALI?

Le complessità a livello di azionariato che hanno contribuito a compromettere l’accordo Fca-Renault potrebbero complicare anche questa integrazione.

Il governo francese ha una quota del 12% in Psa, mentre la famiglia Peugeot e lo stato cinese, attraverso il gruppo Dongfeng, hanno partecipazioni simili.

Ad agosto, il titolo Psa ha visto un breve rally sulle speculazioni secondo cui Dongfeng stava valutando di cedere tutta o parte della sua quota. Le azioni Psa valevano solo 9 euro nel 2014, quando Dongfeng ha acquisito la sua quota, mentre oggi sono salite a 27 euro.

Secondo alcuni analisti la presenza cinese potrebbe innescare dubbi negli Stati Uniti rispetto a una potenziale fusione, date le ancora alte tensioni commerciali tra Washington e Pechino.

Il governo italiano e i sindacati vogliono evitare forti perdite di posti di lavoro in Italia, dove Fca impiega 58.000 lavoratori, con molti degli impianti italiani altamente sottoutilizzati.

COME POTREBBE RISPONDERE RENAULT?

Alcuni commentatori hanno ipotizzato che i dettagli delle trattative potrebbero essere stati fatti trapelare per riportare Renault al tavolo dei negoziati con Fca.

Tuttavia, Renault dovrebbe essere focalizzata sul riparare i rapporti con Nissan in seguito ai cambiamenti ai vertici di entrambe le società.

CHI SONO I PERSONAGGI PRINCIPALI COINVOLTI?

L’AD di Psa Carlos Tavares, portoghese, ha lavorato sia per Renault sia per Nissan prima di prendere le redini di Psa cinque anni fa. Gli è stato attribuito il merito di aver salvato il gruppo da un quasi-fallimento e di averne favorito l’espansione tramite l’acquisizione di Opel due anni fa.

John Elkann, nato a New York, è presidente Fiat dal 2010, mantenendo un collegamento tra la famiglia e l’azienda italiana fondata dal suo trisnonno Giovanni Agnelli, che costruì la sua prima vettura nel 1899.

Elkann, che parla il francese meglio dell’italiano, ha passato sette anni in un liceo francese prima di studiare ingegneria al Politecnico di Torino.

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