October 30, 2019 / 5:05 PM / a month ago

Concessionarie autostradali sul piede di guerra per norma taglia-ammortamento

Dei veicoli in fila su un tratto autostradale vicino a Roma, Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Le concessionarie autostradali italiane denunciano il rischio di blocco degli investimenti e possibili contenziosi per l’introduzione di una norma che limiterebbe all’1% annuo l’ammortamento fiscale dei loro investimenti.

La legge di bilancio per il 2020, approvata salvo intese e ancora non approdata alle Camere, prevede all’articolo 86 che, per le sole concessionarie autostradali, il costo per ammortamento finanziario dei beni gratuitamente devolvibili, come gli investimenti per fare le strade, imputato a conto economico dalle società concessionarie, risulterà deducibile, in ogni esercizio, nei limiti dell’1% del costo dei beni stessi.

Attualmente invece l’ammortamento di questi investimenti è integralmente deducibile per la quota imputata a bilancio.

Secondo l’Aiscat, che rappresenta le concessionarie autostradali, con la nuova norma sarà impossibile dedurre fiscalmente, nell’arco della concessione, l’intero costo sostenuto per la realizzazione dell’infrastruttura da devolvere gratuitamente al termine della concessione stessa.

“Considerando che, mediamente, l’ammortamento del costo del bene in concessione rappresenta la voce principale dei costi operativi delle concessionarie (specie se di recente costituzione) e che sul panorama nazionale la durata media delle concessioni amministrative è inferiore a venti anni, la modifica normativa finisce col sovvertire completamente il principio di correlazione tra i costi ed i ricavi”, dice Aiscat.

In qualche modo la norma aumenterebbe la base imponibile su cui le concessionarie pagano l’Ires per tutta la durata della concessione, compensando poi con un maggiore valore di subentro, all’atto della restituzione della concessione.

Aiscat ritiene che la norma così scritta sia incostituzionale e ricorda che già nel 2011, quando era ministro dell’Economia Giulio Tremonti, fu tentato di introdurre una norma identica ma poi fu ritirata dal governo - proprio per i profili di incostituzionalità- durante la discussione parlamentare.

L’entrata in vigore di questa norma, secondo l’associazione delle concessionarie, determinerebbe “da una parte un blocco degli investimenti e dall’altro l’istaurazione di un contenzioso con le concessionarie che chiederanno l’inapplicabilità della norma in tutte le sedi opportune, anche europee”.

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Stefano Bernabei, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia

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