October 29, 2019 / 3:17 PM / 24 days ago

Ue dovrebbe rivedere regole bilancio per favorire investimenti su clima - EFB

BRUXELLES (Reuters) - L’Unione europea dovrebbe rivedere le proprie regole di bilancio per consentire ai governi di investire di più in infrastrutture e politiche per contrastare il cambiamento climatico.

Bandiere dell'Unione Europea che sventolano davanti alla sede della Commissione Europea, a Bruxelles, Belgio. REUTERS/Yves Herman

È quanto emerge dalla relazione annuale presentata oggi dal Comitato europeo per le finanze pubbliche, organo consultivo indipendente della Commissione europea.

Con il rallentamento dell’economia della zona euro, viene ora messa ampiamente in discussione la logica delle norme fiscali, frettolosamente irrigidite sull’onda della crisi del debito del 2010-12 nei Paesi del blocco.

Nella sua relazione annuale, il European Fiscal Board (EFB) - che ha il compito di consigliare la Commissione europea - ha rimarcato che le norme presentano “una serie di punti deboli”.

L’organo consultivo sollecita una revisione delle regole di bilancio per consentire agli Stati di aumentare gli investimenti “produttivi” che potrebbero dare slancio alla crescita anche in periodi contrassegnati da tagli alle spese. Tra questi figurano gli investimenti nell’ambito delle infrastrutture digitali e quelli volti a contribuire alla “mitigazione del cambiamento climatico”.

“I Paesi potrebbero integrare volontariamente le spese al di là dei propri impegni di co-finanziamento (nei confronti dell’Ue). Le spese aggiuntive nelle aree individuate dovrebbero essere escluse dal calcolo delle spese primarie nette”, si legge nel rapporto.

Ma la Germania, la più grande economia del blocco, ha resistito ai cambiamenti, temendo che potessero ridurre la pressione su Paesi alle prese con un elevato debito pubblico — come Grecia e Italia — per perseguire riforme strutturali.

REGOLE PIÙ SEMPLICI

Nel suo rapporto l’EFB ammette che i governi fortemente indebitati hanno fatto ben poco per ridurre il debito cui si trovano a far fronte, ma anche che gli sforzi richiesti da un’interpretazione rigorosa delle norme potrebbero non essere proporzionati.

Il Comitato consultivo suggerisce dunque di discostarsi da obiettivi di bilancio uniformi e di adattarli piuttosto alle singole nazioni.

L’esclusione dai requisiti fiscali degli investimenti nelle infrastrutture e nella tutela del clima è già consentita in circostanze eccezionali, ma il Comitato intende conferire agli Stati un margine di manovra più ampio per continuare a investire durante i periodi più difficili. Ciò aiuterebbe anche l’Unione Europea a raggiungere i suoi obiettivi legati alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

L’EFB auspica regole più semplici che possano essere messe a punto in modo più efficace. Le normative in vigore prevedono sanzioni per i trasgressori che però non sono mai state applicate.

Gli Stati alle prese con debiti elevati dovrebbero concentrarsi soltanto sul contenimento delle spese nette, che escludono costo del debito e indennità di disoccupazione, si continua a leggere nel rapporto.

Se applicata ora, la nuova regola sarebbe tuttavia già violata da Francia e Italia, che questo mese hanno presentato manovre di bilancio 2020 con una crescita della spesa netta ben al di sopra di quanto raccomandato da Bruxelles.

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