October 22, 2019 / 12:21 PM / a month ago

SCHEDA - Johnson preme per andare avanti con Brexit ma cosa succede in Parlamento?

LONDRA (Reuters) - Il primo ministro britannico Boris Johnson cercherà di far approvare in Parlamento le norme necessarie per l’uscita di Londra dall’Unione Europea entro nove giorni, nonostante ieri sia stato costretto a rinunciare a un nuovo voto ‘sì o no’ sull’intesa raggiunta con Bruxelles.

Il Primo Ministro britannico Boris Johnson parla alla Camera dei Comuni durante la seduta straordinaria di sabato scorso per votare sull'accordo Brexit stipulato con l'Europa. Parliament TV via REUTERS

Il capo del governo britannico è dunque determinato a mantenere la sua promessa di uscire entro il 31 ottobre, nonostante sia stato costretto a inviare una lettera alla Ue chiedendo una proroga, dopo aver detto in passato che preferirebbe essere “morto in un fosso” piuttosto che fare una simile richiesta.

Dopo più di tre anni di negoziati, non è chiaro come, se o quando la Gran Bretagna, profondamente divisa sulla questione, lascerà l’Unione, dopo oltre 40 anni.

Di seguito, una guida approssimativa di cosa potrebbe succedere:

NORME SU BREXIT

Il Trattato di Recesso è un testo legislativo che incorpora i termini dell’accordo su Brexit nella legge britannica. Deve passare attraverso diverse fasi in entrambe le Camere del Parlamento prima di diventare legge.

MARTEDÌ: SECONDA LETTURA

E’ la prima opportunità per Westminster di discutere il principio della norma.

Segue quindi un voto, in cui il governo deve ottenere la maggioranza per poter passare alla fase successiva. Il voto è previsto per le ore 20 italiane.

Il governo crede di avere tale maggioranza per superare questo passaggio, anche considerando la prevista opposizione del Partito Laburista e di altri partiti rivali.

MARTEDÌ: TIMING

Il governo deve poi indicare i tempi per le successive fasi, che devono essere approvati dal Parlamento.

Si tratta di un momento cruciale, e il voto sarà dopo le 20 italiane.

Johnson vuole ottenere l’approvazione delle norme prima del 31 ottobre, ma alcuni dei sostenitori dell’accordo sono incerti sull’opportunità di approvare un testo legislativo così importante tanto velocemente.

Basterebbe che un piccolo gruppo di loro si opponesse alle tappe forzate, per far mancare a Johnson l’esigua maggioranza che crede di avere.

Se il Parlamento bocciasse la tabella di marcia, i piani di Johnson di lasciare l’Unione il 31 ottobre potrebbero fallire.

A PARTIRE DA MARTEDÌ: FASE COMMISSIONE

A questo punto, i parlamentari discuteranno gli emendamenti proposti al testo di legge.

Ciò probabilmente sancirà se c’è una maggioranza per un secondo referendum su Brexit, o per impegnare il governo a ottenere l’unione doganale con l’Unione nel lungo periodo.

Il governo ha indicato che le trattative con Bruxelles sono finite, quindi ogni richiesta di modifica da parte del Parlamento sarebbe problematica.

Il governo ha proposto tre ore di dibattito su questo oggi, dopo il voto sul timing, e 12 ore domani.

Le discussioni sugli emendamenti in merito a un secondo referendum sono previste per domani.

CONCLUSIONE GIOVEDÌ: RESOCONTO E TERZA LETTURA

Se il disegno di legge sopravviverà alle prime fasi ancora intatto, il Parlamento avrà ancora una possibilità per discutere e proporre emendamenti prima del voto finale e il passaggio alla Camera dei Lord.

Il governo ha proposto otto ore di dibattito giovedì.

VENEREDÌ: Camera dei Lord

I Lord, la Camera alta, inizieranno lo scrutinio e la revisione del disegno di legge attraverso diverse fasi e votazioni.

Questa parte non è soggetta a una severa calendarizzazione e le scadenze, normalmente, sono concordate tra i partiti.

Saranno probabilmente necessari diversi giorni e ogni cambiamento dovrebbe poi essere approvato dalla Camera dei Comuni prima che la legge venga finalizzata.

RISPOSTA UE A RICHIESTA PROROGA

Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha detto oggi che sta discutendo la richiesta del Regno Unito per una proroga su Brexit con i leader degli altri 27 stati membri e che prenderà una decisione “nei prossimi giorni”.

“Una no-deal Brexit non sarà mai la nostra decisione”, ha detto al Parlamento Europeo a Strasburgo.

I leader Ue probabilmente accoglieranno la richiesta di proroga.

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha detto che il Parlamento Europeo potrà approvare il nuovo accordo di divorzio raggiunto con Londra solo quando il Parlamento britannico lo avrà ratificato.

ELEZIONI?

Sia i Conservatori attualmente al governo, sia il Partito Laburista all’opposizione hanno detto di volere nuove elezioni, ma il leader laburista Jeremy Corbyn non intende sostenere alcuna proposta di voto finché un no-deal Brexit non sarà escluso.

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