October 21, 2019 / 3:53 PM / a month ago

UniCredit vuole diventare meno italiana per rilancio quotazioni - fonti

MILANO (Reuters) - Il CEO di UniCredit Jean Pierre Mustier ha un piano per rilanciare le quotazioni del titolo della sua banca: renderla meno italiana.

Il quartier generale della banca Unicredit a Milano, in Italia, il 27 marzo 2017. REUTERS/Stefano Rellandini

L’istituto sta valutando se prendere le distanze dalla stagnante economia domestica e dall’instabilità politica, trasferendo alcuni dei suoi asset più preziosi sotto lo stesso tetto in Germania, hanno riferito persone a conoscenza del dossier.

Mustier presenterà il 3 dicembre, nell’ambito del nuovo piano industriale, uno schema per costituire una nuova sub-holding in Germania che accorpi le operazioni estere della banca, hanno detto le fonti.

Mantenendo le sue attività in Germania, Austria, Europa orientale e Turchia lontane dall’Italia, UniCredit potrebbe attenuare la loro identità italiana e il relativo rating, rendendo il funding meno oneroso, affermano le fonti.

Mustier, nominato a luglio 2016 per rinvigorire la banca all’epoca non sufficientemente patrimonializzata, ha venduto asset, tagliato posti di lavoro e chiuso filiali per rafforzare il bilancio. Qualche mese fa alcune fonti hanno riferito che la banca aveva messo in stand-by un’offerta per la rivale tedesca Commerzbank.

Ma UniCredit, che si definisce paneuropea, opera in 14 paesi e realizza poco più della metà dei ricavi al di fuori dell’Italia, è ancora sostanzialmente percepita dagli investitori come un’istituzione italiana rischiosa.

Il nuovo piano indica la convinzione di Mustier che l’economia italiana sia un freno alle quotazioni del titolo e rischi di aumentare ulteriormente il costo del funding della banca se le prospettive economiche peggiorano.

“Chi può dire con certezza che il debito italiano non sarà declassato a ‘junk’?” ha detto una fonte, parlando in condizione di anonimato e descrivendo la riorganizzazione dell’istituto come una polizza assicurativa se l’economia italiana continuasse ad andare male.

“La banca deve essere pronta a quella eventualità”, ha detto la fonte, notando che Moody’s attualmente valuta la terza più grande economia della zona euro - gravata dal secondo più alto rapporto debito/Pil nel blocco della moneta unica - solo un notch sopra il non-investment grade. La Germania ha un rating tripla A da parte di tutte le principali agenzie di rating.

PROXY DEBITO SOVRANO

Le banche italiane sono state tradizionalmente viste come una proxy del debito sovrano del Paese perché detengono enormi quantità di titoli di Stato.

UniCredit viene scambiato a 0,5 volte il book value, tra i livelli più bassi del settore, nonostante abbia un rendimento del capitale migliore della media. Il prezzo delle azioni è sceso del 30% dall’aprile dello scorso anno, cancellando gran parte dei guadagni che ha registrato dopo l’arrivo di Mustier.

Per collocare un bond a 5 anni da 3 miliardi di dollari a novembre dello scorso anno, in un momento di tensione sugli asset italiani, UniCredit ha dovuto pagare una cedola alta pari al 7,8%.

“UniCredit è per dimensione uno dei principali gruppi europei ma, a causa delle sue radici italiane, viene dagli investitori associato al rischio Italia in misura a mio parere eccessiva perché non tiene dovuto conto della sua diversificazione geografica”, ha detto Stefano Caselli, professore ordinario di economia degli intermediari finanziari presso l’Università Bocconi.

“È chiaro che UniCredit sconta - tanto a livello di capitale regolamentare che di costo del funding - la sua identità italiana. Ne discende che una strategia di diversificazione per il gruppo sia assolutamente razionale in modo da poter adeguare il costo de funding al paese di operatività”, ha aggiunto.

Anche altre aziende italiane con attività all’estero, come Fiat Chrysler e Mediaset, si sono trasferite o stanno per spostare la sede legale nei Paesi Bassi.

Spetta alla Banca centrale europea il compito di approvare il piano di costituzione della holding in Germania - dove UniCredit possiede già HVB - e il processo richiede potenzialmente almeno un anno di tempo, il che significa che il trasferimento non avverrebbe nell’immediato.

TAGLIATA L’ESPOSIZIONE ALL’ITALIA

Mustier ha ripetutamente affermato che UniCredit rimarrà quotata e con sede a Milano e ha ribadito l’impegno della banca nei confronti dell’Italia.

Ma da maggio ha costantemente ridotto l’esposizione della banca all’Italia, anche vendendo la sua partecipazione in FinecoBank e annunciando che ridurrà il suo portafoglio di titoli di Stato italiani da 55 miliardi di euro.

La banca sta inoltre valutando la possibilità di tagliare 10.000 posti di lavoro, pari a circa il 10% del personale, come parte del nuovo piano 2020-2023, quasi tutti in Italia, hanno riferito alcune fonti a luglio.

UniCredit ha detto che l’eventuale riduzione degli occupati verrà gestita attraverso il prepensionamento.

Ma i tagli, insieme a un rimpasto manageriale avvenuto quest’anno, hanno contribuito a creare la percezione tra alcuni dipendenti e competitor di un focus sempre meno italiano per l’istituto.

“Si può dire che l’attività commerciale italiana non è una priorità per loro, non sono aggressivi, non cercano clienti”, ha fatto notare l’amministratore delegato di un’altra banca italiana.

Un portavoce di UniCredit sottolinea come i depositi della clientela del perimetro del Commercial Banking Italia nel secondo trimestre del 2019 siano aumentati, rispetto a un anno prima, del 4,3% a 151,2 miliardi di euro e gli impieghi dell’1,7% a 143,9 miliardi.

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Ha collaborato Valentina Za, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri

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