October 18, 2019 / 9:19 AM / a month ago

Sforzi Bce per contrastrare inflazione debole sono destinati a fallire - economisti

BANGALORE (Reuters) - L’ultimo pacchetto di stimolo della Banca Centrale Europea non aiuterà in maniera significativa a riportare l’inflazione al target.

Il logo della Banca Centrale Europea su una placca nella lobby degli uffici di Francoforte, in Germania. REUTERS/Kai Pfaffenbach

E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Reuters fra gli economisti, secondo cui è anche aumentato il rischio di una recessione nella zona euro nei prossimi due anni.

Durante il meeting di settembre, la Bce ha ridotto ulteriormente il tasso di deposito in territorio negativo e ha annunciato il rilancio del programma di acquisto di bond senza scadenza definita per ridurre il costo del denaro e investimenti e crescita nella zona euro.

Ma la decisione di riprendere il programma di acquisto di asset, terminato l’anno scorso, ha incontrato l’opposizione di oltre un terzo dei membri del Consiglio Direttivo della Bce, che ne ha messo in dubbio l’efficacia.

Una schiacciante maggioranza — il 95% degli economisti — concordano che il pacchetto di stimolo della Bce non aiuterà significativamente a riportare l’inflazione all’obiettivo di un tetto deel 2%.

“Il pacchetto probabilmente non aiuterà molto l’economia reale. Con i i tassi d’interesse a breve e lungo termine già su livelli molto bassi, sembra che stiamo arrivando al limite di quello che la Bce può fare”, ha detto Jack Allen-Reynolds, economista senior per l’Europa presso Capital Economics.

“Siamo ancora scettici che questo sarà sufficiente a ravvivare l’economia e riportare l’inflazione al target”.

Gli economisti nel sondaggio condott fra l’8 e il 16 ottobre hanno espresso timori per la salute dell’economia e hanno ridotto le stime di crescita e prezzi. Il mese scorso l’inflazione ha toccato i minimi da novembre 2016 e non si prevede una ripresa a breve termine.

L’inflazione dovrebbe attestarsi in media all’1,2% quest’anno, meno di quanto stimato nel sondaggio di settembre e ai minimi da gennaio del 2017, quando sono l’indicatore è stato per la prima volta incluso nel sondaggio. La previsione per l’inflazione dell’anno prossimo all’1,2% è la più bassa da aprile 2018, quando è iniziato il sondaggio per questo periodo.

Le stime d’inflazione trimestrale sono state ridotte per ogni trimestre da adesso fino alla fine del 2020. È la prima volta che le stime sono tagliate per ognuno di questi trimestri da aprile.

La revisione delle stime avviene nonostante la Bce abbia promesso acquisti mensili di bond per un valore di 20 miliardi di euro a partire da novembre, insieme a un tasso di deposito pari a -0,5% e a un tasso di rifinanziamento dello 0%. Si prevedeva una riduzione del tasso di deposito all’inizio dell’anno prossimo a -0,6% per poi lasciarlo invariato almeno fino al 2022.

“La politica monetaria è vicina o proprio ai suoi limiti”, ha detto Clemente De Lucia, senior economist europeo di Deutsche Bank. “Questo implica che potrebbe essere necessaria una combinazione con la politica fiscale per creare un cambiamento significativo nel sentiment che possa sostenere gli investimenti, le attività e infine l’inflazione”.

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